Hai inviato la PEC. Hai allegato il progetto, citato l’articolo 1122-bis del Codice Civile, fornito tutti i dettagli tecnici richiesti. Sono passate due, tre, otto settimane. L’amministratore non risponde. Non convoca l’assemblea, non chiede chiarimenti, non dice né sì né no. Il silenzio totale.
Questa situazione, frustrante quanto comune, ha in realtà una soluzione legale precisa: il silenzio-assenso introdotto dal D.Lgs. n. 48/2020. Trascorsi 3 mesi (90 giorni) dalla tua comunicazione formale, hai il diritto giuridico di procedere autonomamente all’installazione. Non un favore, non una possibilità: un diritto vero e proprio.
Questa guida raccoglie tutto quello che ti serve sapere: come si contano esattamente i 90 giorni, cosa fare durante l’attesa, come procedere il giorno 91, come gestire eventuali reazioni tardive dell’amministratore.
I tre tipi di silenzio dell’amministratore
Non tutti i silenzi sono uguali. Distinguere il tipo che stai vivendo ti aiuta a scegliere la strategia migliore.
Silenzio totale
L’amministratore non ha risposto in alcun modo alla tua PEC. Nessuna conferma di ricezione (oltre alla ricevuta automatica PEC), nessuna richiesta di chiarimento, nessuna convocazione di assemblea, nessun cenno nemmeno informale.
È lo scenario più semplice giuridicamente: trascorsi 90 giorni, silenzio-assenso automatico. Ma anche il più frustrante umanamente.
Silenzio dilatorio
L’amministratore ha risposto, ma in modo interlocutorio: chiede genericamente “altra documentazione”, “perizia tecnica più dettagliata”, “incontro con i condòmini” senza fissare date o tempi. Sembra rispondere ma non sta producendo alcuna decisione.
Importante: queste risposte interlocutorie NON interrompono il decorso dei 90 giorni. La giurisprudenza recente (Cass. civ. 17285/2022) ha confermato che solo una convocazione formale dell’assemblea con specifico ordine del giorno sulla wallbox o una delibera espressa interrompe il termine.
Silenzio ambiguo
L’amministratore ha convocato un’assemblea ma il punto wallbox è stato rinviato ad una successiva, oppure è stato trattato in modo generico senza arrivare a delibera. Oppure ha chiesto un voto a maggioranza solo per “esaminare la pratica”.
Qui la situazione è più delicata. Se l’assemblea non ha deliberato espressamente sulla tua richiesta, il termine continua a decorrere. Conserva il verbale come prova.
Cosa dice la legge: D.Lgs 48/2020 spiegato
L’articolo 1122-bis del Codice Civile, nella versione modificata dal Decreto Legislativo n. 48 del 14 luglio 2020, prevede al comma 3:
“Per l’installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici nelle parti comuni dell’edificio o nelle parti di proprietà esclusiva del singolo condomino, su iniziativa di un singolo condomino, decorsi tre mesi dalla data della richiesta scritta indirizzata all’amministratore, senza che l’assemblea abbia deliberato o sia stata convocata, il condomino interessato può procedere all’installazione a proprie spese.”
Tradotto in linguaggio semplice:
- Iniziativa: il diritto è del singolo condòmino, non serve maggioranza
- Forma: richiesta scritta all’amministratore (PEC o raccomandata)
- Termine: tre mesi = 90 giorni di calendario
- Doppio requisito: assemblea né deliberata né convocata
- Conseguenza: procedi autonomamente a tue spese
Cosa significa “convocazione”
La giurisprudenza ha precisato che la “convocazione” che interrompe il termine deve essere:
- Formalmente regolare (avviso a tutti i condòmini con almeno 5 giorni di anticipo)
- Con specifico ordine del giorno sul punto wallbox del richiedente
- Effettivamente tenuta entro i 90 giorni
Una convocazione generica per “varie ed eventuali” o per altri punti, anche se include marginalmente la wallbox, non interrompe il termine se l’assemblea non delibera espressamente.
Come si contano esattamente i 3 mesi
Errore più frequente: contare i 90 giorni dalla data di INVIO della PEC anziché dalla data di RICEZIONE.
La regola del giorno zero
Il decorso dei 90 giorni inizia il giorno successivo alla data di consegna della PEC. Esempio:
- PEC inviata: 15 marzo
- PEC consegnata all’amministratore: 15 marzo ore 14:32 (data ricevuta consegna)
- Giorno 1 del decorso: 16 marzo
- Giorno 90 del decorso: 13 giugno
- Primo giorno utile per installazione autonoma: 14 giugno
Festività e giorni non lavorativi
I 90 giorni si contano di calendario, includendo sabati, domeniche e festività. Non ci sono sospensioni per ferie estive (a differenza di alcuni termini processuali).
Calcolo automatico
Cosa fare durante i 3 mesi di attesa
I 90 giorni di attesa non sono tempo perso: usali per preparare l’installazione in modo da essere pronto a partire il giorno 91.
Azione 1 — Raccogli almeno 3 preventivi
Contatta 3 installatori certificati DM 37/2008 della tua zona. Verifica che siano:
- Iscritti alla Camera di Commercio
- Abilitati alla lettera A del DM 37/2008 (impianti elettrici)
- Coperti da polizza RC professionale
Compara non solo il prezzo, ma anche: garanzia post-installazione, tempi di esecuzione, disponibilità per la dichiarazione di conformità (DICO).
Azione 2 — Verifica la potenza disponibile
Chiama il tuo distributore di energia (e2i, Areti, Unareti, Edyna, Enel Distribuzione…) e chiedi:
- Quale potenza è disponibile sul tuo contatore (3, 4,5, 6 kW)
- Se serve aumento per la wallbox prescelta (tipicamente 7,4 kW richiede almeno 4,5 kW disponibili sul contatore)
- Costi e tempi di un eventuale aumento
Questa verifica può richiedere 15-30 giorni e va fatta in parallelo all’attesa dei 90 giorni, non dopo.
Azione 3 — Prepara la documentazione tecnica completa
Crea un dossier con:
- Progetto tecnico semplificato (lo fornisce l’installatore)
- Schema unifilare dell’impianto
- Scheda tecnica del dispositivo wallbox scelto
- Certificazioni di conformità del produttore
- Polizza RC professionale dell’installatore
- Eventuale relazione antincendio se l’autorimessa è soggetta a CPI
Azione 4 — Crea un dossier giuridico ordinato
Una cartella (digitale o fisica) con:
- Copia della PEC inviata + ricevuta di accettazione + ricevuta di consegna
- Eventuali risposte interlocutorie dell’amministratore
- Verbali di assemblee tenute nei 90 giorni (per documentare che NON è stato deliberato)
- Stampa dell’art. 1122-bis c.c. aggiornato
Questo dossier sarà la tua assicurazione legale in caso di contestazioni successive.
Cosa fare DOPO i 3 mesi (procedura silenzio-assenso)
Trascorsi i 90 giorni senza convocazione o delibera, hai il diritto di procedere. Ma il modo in cui procedi fa la differenza fra una situazione bliendata legalmente e una contestabile.
Step 1 — Invia la PEC di comunicazione di inizio lavori
Almeno 15 giorni prima della data prevista di installazione, invia all’amministratore una seconda PEC con:
- Riferimento esplicito alla PEC originale (data, oggetto, numero protocollo se disponibile)
- Citazione dell’art. 1122-bis c.c. e del D.Lgs. 48/2020 sul silenzio-assenso
- Dichiarazione che, decorsi i 90 giorni senza delibera o convocazione, procedi all’installazione
- Data prevista di inizio lavori
- Nominativo dell’installatore incaricato (con P.IVA)
- Allegato: cronologia documentata dei 90 giorni
Questa seconda PEC è il tuo scudo legale. Documenta che hai agito in trasparenza e in buona fede.
Step 2 — Esegui l’installazione
L’installazione vera e propria avviene secondo i tempi tecnici dell’installatore (tipicamente 1-3 giorni di lavoro). Durante i lavori:
- Conserva foto del cantiere
- Annota nome dei tecnici intervenuti e data
- Conserva tutti i documenti di trasporto materiali
Step 3 — Consegna la DICO all’amministratore
A lavori conclusi, l’installatore ti rilascia la Dichiarazione di Conformità (DICO) ai sensi del DM 37/2008. Invia copia all’amministratore via PEC, con accompagnamento:
“Si trasmette la Dichiarazione di Conformità relativa all’installazione della wallbox di cui alle precedenti comunicazioni del [data PEC originale] e [data PEC inizio lavori]. L’opera è stata realizzata nel pieno rispetto della normativa applicabile.”
Da questo momento, dal punto di vista formale, l’installazione è completata e regolare. Eventuali contestazioni successive saranno automaticamente tardive.
Se l’amministratore reagisce in ritardo
Capita che l’amministratore — dopo mesi di silenzio — si svegli quando vede partire i lavori. Cosa fare?
Reazione 1 — Convocazione tardiva dell’assemblea
L’amministratore convoca un’assemblea straordinaria oltre il 90° giorno per discutere “retroattivamente” la tua installazione. Tale convocazione è giuridicamente irrilevante ai fini del tuo diritto di procedere: il silenzio-assenso è già scattato.
Cosa fare: partecipa all’assemblea, ascolta, ma non sospendere i lavori. Una delibera assembleare tardiva non può revocare un diritto già maturato.
Reazione 2 — Diffida formale
L’amministratore ti invia diffida ad astenerti dai lavori. Risposta tipo (da inviare per PEC):
“Si prende atto della comunicazione del [data]. Si ricorda che, ai sensi dell’art. 1122-bis c.c. come modificato dal D.Lgs. 48/2020, decorsi i tre mesi dalla mia comunicazione del [data PEC originale] senza che l’assemblea sia stata convocata o abbia deliberato, il sottoscritto ha diritto di procedere autonomamente. La presente diffida è priva di fondamento giuridico e i lavori proseguiranno come da programma.”
Reazione 3 — Ricorso al giudice da parte del condominio
In rari casi, il condominio (su delibera dei condòmini contrari) può fare ricorso al giudice per fermare i lavori. È uno scenario costoso e quasi sempre perdente per il condominio: la giurisprudenza è chiara nel riconoscere il silenzio-assenso quando documentato correttamente.
Cosa fare: contatta immediatamente un avvocato condominialista. Se hai documentato bene tutti i passaggi, la difesa è solida.
Richiedere assemblea straordinaria (alternativa)
Se i 3 mesi ti sembrano troppo lunghi e vuoi forzare la mano all’amministratore, hai un’arma alternativa: l’art. 66 delle disposizioni di attuazione del Codice Civile.
Come funziona
Due condòmini che rappresentino almeno 1/6 del valore dell’edificio (167 millesimi su 1.000) possono richiedere all’amministratore la convocazione di un’assemblea straordinaria con specifico ordine del giorno. L’amministratore è obbligato a convocare entro 10 giorni dalla richiesta.
Se non convoca, i condòmini richiedenti possono procedere alla convocazione direttamente, indicando luogo, data e ordine del giorno.
Quando conviene usare questo strumento
- Se hai già un altro condòmino sostenitore con peso millesimale adeguato
- Se vuoi accelerare la decisione e non aspettare 3 mesi
- Se la wallbox è destinata ad uso comune (in questo caso il silenzio-assenso non si applica, serve la delibera)
Quando NON conviene
- Se non hai un secondo condòmino disposto a firmare
- Se temi che l’assemblea possa votare contro (in tal caso meglio aspettare il silenzio-assenso)
- Se la wallbox è in box di tua proprietà esclusiva senza interventi su parti comuni (silenzio-assenso è la strada più veloce)
I 5 errori da evitare durante l’attesa
Negli anni abbiamo raccolto i racconti di lettori che hanno vissuto questo scenario. Questi sono gli errori più costosi.
-
Inviare la richiesta iniziale via email semplice. Solo PEC o raccomandata A/R fanno decorrere i 90 giorni. Email ordinaria non vale nulla.
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Contare i 90 giorni dall’invio anziché dalla ricezione. Differenza tipica: 1-3 giorni. Per essere sicuri, attendi 95 giorni dalla data di invio prima di procedere.
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Sospendere l’attesa dopo una risposta interlocutoria. Solo una convocazione formale o una delibera espressa interrompono il termine. Risposte vaghe NO.
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Procedere senza la PEC di inizio lavori. Anche se hai il diritto, senza la seconda PEC sei esposto a contestazioni formali. 30 minuti di lavoro che ti risparmiano potenziali contenziosi.
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Affidarsi a un installatore non DM 37/2008. Anche con silenzio-assenso ottenuto, un’installazione non a norma è impugnabile. Verifica sempre l’abilitazione.
Conclusioni e prossime guide
Il silenzio-assenso è uno degli strumenti più potenti che la legge italiana mette a disposizione del singolo condòmino. È stato introdotto proprio per superare le resistenze culturali e burocratiche che spesso bloccano il passaggio all’elettrico nei condomini.
Conoscere la procedura nei dettagli — tempi, forma, documentazione — fa la differenza fra un’installazione bliendata legalmente e una contestabile. La buona notizia è che, una volta capito il meccanismo, tutto diventa semplice: PEC iniziale, attesa 90 giorni, seconda PEC, installazione, DICO.
Nei prossimi giorni continueremo il pilastro Ricarica in condominio con guide su:
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Salvati questa pagina: la aggiorneremo ogni volta che la giurisprudenza chiarirà un nuovo aspetto procedurale del silenzio-assenso wallbox.
Domande frequenti
Le risposte rapide alle domande che ci pongono più spesso sul tema.
Cosa significa esattamente 'silenzio-assenso' per la wallbox?
Da quale giorno preciso si contano i 3 mesi?
L'amministratore può chiedere una proroga dei 90 giorni?
Cosa devo fare durante i 3 mesi di attesa?
Posso installare la wallbox il giorno 91 dopo la mia PEC?
Cosa succede se l'amministratore reagisce DOPO che ho installato la wallbox?
Posso richiedere io stesso un'assemblea straordinaria sulla wallbox?
Quanto costa attivare un'assemblea straordinaria?
L'amministratore può essere sanzionato per non aver risposto alla mia richiesta?
Se cambio amministratore durante i 3 mesi, l'iter ricomincia da zero?
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