La Dichiarazione di Conformità (DICO) è il documento più citato e meno compreso di tutta la procedura wallbox. La trovi nominata in ogni guida — sulla PEC all’amministratore, sulla detrazione fiscale, sul bonus colonnine, sulla copertura assicurativa — ma quasi nessuno spiega cosa contiene davvero e perché è così importante.
In questa guida facciamo chiarezza: cos’è la DICO, perché è obbligatoria ai sensi del DM 37/2008, quali sono i suoi 7 allegati, cosa fare se l’installatore non la rilascia, e come comportarsi se l’hai persa. È la guida tecnica di riferimento sul documento che certifica la sicurezza della tua wallbox.
Cos’è la DICO e perché è obbligatoria
La Dichiarazione di Conformità è il documento previsto dall’art. 7 del Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 (il decreto che disciplina la sicurezza degli impianti negli edifici). Con la DICO, l’impresa installatrice dichiara, sotto la propria responsabilità, che l’impianto realizzato è:
- Eseguito a regola d’arte
- Conforme alle norme tecniche CEI applicabili (in particolare CEI 64-8 per gli impianti elettrici)
- Realizzato con materiali certificati e idonei
- Conforme alla legislazione vigente in materia di sicurezza
In sostanza, la DICO è la certificazione di sicurezza dell’impianto. Senza di essa, l’impianto è giuridicamente considerato non a norma, anche se tecnicamente funzionante.
Perché è obbligatoria
Il DM 37/2008 impone il rilascio della DICO per ogni intervento su impianti elettrici, dalla nuova installazione alla modifica di impianti esistenti. L’installazione di una wallbox — che comporta la realizzazione di una linea elettrica dedicata, l’installazione di dispositivi di protezione e il collegamento di un’apparecchiatura ad alto assorbimento — rientra pienamente nell’ambito di applicazione.
Cosa deve contenere: struttura completa
La DICO segue un modello ministeriale standard (Allegato I del DM 37/2008). Vediamo gli elementi che deve obbligatoriamente contenere.
Dati identificativi
- Dati dell’impresa installatrice: ragione sociale, sede, P.IVA, numero di iscrizione al Registro Imprese o Albo Artigiani
- Dati del responsabile tecnico che firma la dichiarazione
- Dati del committente: chi ha commissionato i lavori (tu)
- Ubicazione dell’impianto: indirizzo completo, dati catastali dell’unità immobiliare
Descrizione dell’intervento
- Tipologia dell’impianto: nuovo impianto, trasformazione, ampliamento, manutenzione straordinaria
- Descrizione dei lavori eseguiti: nel caso wallbox, la realizzazione della linea dedicata, l’installazione del dispositivo e delle protezioni
- Riferimento al progetto (se previsto, obbligatorio per potenze elevate o autorimesse CPI)
Dichiarazioni di conformità
- Conformità alle norme tecniche CEI applicabili
- Utilizzo di materiali e componenti conformi e certificati
- Esecuzione del controllo secondo le norme CEI (verifiche e prove)
Firma e responsabilità
- Firma del responsabile tecnico dell’impresa
- Data di rilascio
- Timbro dell’impresa
I 7 allegati obbligatori della DICO
La DICO non è solo il modulo principale: deve essere accompagnata da specifici allegati che ne completano la validità tecnica.
I 7 allegati obbligatori della DICO wallbox
Verifica che l'installatore te li consegni tutti insieme alla DICO
CHECKLIST DEI 7 ALLEGATI OBBLIGATORI DELLA DICO 1. PROGETTO DELL'IMPIANTO Il progetto c'e sempre; cambia chi lo firma. L'art. 5 comma 2 del DM 37/2008 impone un professionista iscritto all'albo per tutte le utenze condominiali e, per le utenze domestiche, sopra i 6 kW di potenza impegnata. Sotto quella soglia lo redige il responsabile tecnico dell'impresa e vale almeno lo schema dell'impianto. 2. RELAZIONE CON TIPOLOGIE DEI MATERIALI UTILIZZATI Elenco dei materiali e componenti installati: cavi (sezione e tipo), interruttore differenziale, interruttore magnetotermico, eventuali sistemi di protezione aggiuntivi, la wallbox stessa. 3. SCHEMA DELL'IMPIANTO REALIZZATO (schema unifilare) Rappresentazione grafica dell'impianto come effettivamente realizzato: dal punto di alimentazione (contatore) fino alla wallbox, con tutti i dispositivi di protezione. 4. RIFERIMENTO A DICHIARAZIONI DI CONFORMITA PRECEDENTI Se l'intervento si innesta su un impianto preesistente, riferimento alla DICO dell'impianto su cui si interviene. 5. COPIA DEL CERTIFICATO DI RICONOSCIMENTO DEI REQUISITI TECNICO- PROFESSIONALI Documento che attesta l'abilitazione dell'impresa ai sensi del DM 37/2008 (lettera A per impianti elettrici). 6. CERTIFICAZIONI DEI COMPONENTI PRINCIPALI Schede tecniche e certificazioni CE della wallbox e dei dispositivi di protezione (in particolare il differenziale, che per le wallbox deve essere di tipo specifico - Type A EV o Type B a seconda del dispositivo). 7. ESITO DELLE VERIFICHE E PROVE Documentazione delle verifiche strumentali eseguite: prova di continuita, misura della resistenza di isolamento, prova dell'interruttore differenziale, misura della resistenza di terra.
Chi può rilasciare una DICO valida
Non tutti possono rilasciare una DICO. Il DM 37/2008 è preciso sui requisiti.
Chi PUÒ rilasciare la DICO
- Imprese installatrici abilitate ai sensi del DM 37/2008, iscritte al Registro delle Imprese (CCIAA) o all’Albo delle Imprese Artigiane
- Con i requisiti tecnico-professionali per la lettera A (impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica)
- Tramite la firma del responsabile tecnico dell’impresa
Chi NON può rilasciare la DICO
- Elettricisti non abilitati o privi dei requisiti DM 37/2008
- Imprese senza l’abilitazione per la categoria specifica
- Privati o tuttofare
- Imprese abilitate per altre categorie (es. solo idraulica) ma non per gli impianti elettrici
Perché ti serve: 4 motivi concreti
La DICO non è burocrazia fine a sé stessa. Ti serve concretamente in quattro situazioni.
Motivo 1 — Copertura assicurativa
In caso di sinistro elettrico (incendio originato dalla wallbox, cortocircuito, danni all’impianto condominiale), l’assicurazione verifica la conformità dell’impianto. Senza DICO, può legittimamente rifiutare la copertura, lasciandoti a sostenere personalmente i danni — che in caso di incendio condominiale possono essere ingentissimi.
Motivo 2 — Detrazione fiscale e bonus
Sia la detrazione edilizia sia il bonus colonnine 80% poggiano sulla regolare esecuzione dei lavori, e la dichiarazione di conformità è il documento che la attesta. Senza, l’agevolazione non regge a un controllo.
Motivo 3 — Rapporti condominiali
Consegnare copia della DICO all’amministratore dimostra la regolarità dell’intervento e previene contestazioni future da parte di altri condòmini o dell’amministratore stesso. È la tua prova di aver agito a norma di legge.
Motivo 4 — Vendita dell’immobile
In caso di vendita, l’acquirente (e il suo notaio) verificano la conformità degli impianti. Un impianto wallbox privo di DICO è un elemento di criticità che può complicare l’atto o ridurre il valore percepito.
Se l’installatore non la rilascia
Purtroppo capita che, a lavori conclusi e pagati, l’installatore tardi o si rifiuti di rilasciare la DICO. Ecco come procedere.
Step 1 — Sollecito formale per iscritto
Invia una PEC o raccomandata A/R all’installatore richiedendo formalmente il rilascio della DICO, ricordando che è un obbligo di legge (DM 37/2008) connesso all’esecuzione dei lavori già fatturati e pagati. Fissa un termine ragionevole (15 giorni).
Step 2 — Trattenere il saldo (se ancora possibile)
Se non hai ancora pagato il saldo, non saldare fino al rilascio della DICO. La consegna della DICO è parte integrante della prestazione: senza, la prestazione è incompleta.
Step 3 — Segnalazione alla Camera di Commercio
Se l’installatore persiste nel rifiuto, puoi segnalarlo alla Camera di Commercio competente. Il mancato rilascio della DICO è una violazione degli obblighi professionali che può comportare sanzioni per l’impresa.
Step 4 — Azione legale per inadempimento
Come extrema ratio, puoi agire legalmente per inadempimento contrattuale. Con l’assistenza di un avvocato, puoi chiedere l’adempimento (rilascio della DICO) e l’eventuale risarcimento dei danni derivanti dal ritardo.
Step 5 — DIRI sostitutiva
Se l’installatore è irreperibile o ha cessato l’attività, puoi rivolgerti a un professionista abilitato per una Dichiarazione di Rispondenza (DIRI) — vedi sezione successiva.
Se hai perso la DICO: la DIRI
Hai installato la wallbox anni fa e hai smarrito la DICO? Oppure hai comprato un immobile con wallbox già installata ma senza documentazione? La soluzione è la DIRI.
Cos’è la Dichiarazione di Rispondenza (DIRI)
La DIRI è un documento sostitutivo previsto dal DM 37/2008 (art. 7, comma 6) per gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore delle norme attuali o di cui manca la DICO originale. Attesta, a posteriori, che l’impianto è rispondente alle norme di sicurezza.
Chi può rilasciarla
La DIRI può essere rilasciata da:
- Un professionista (ingegnere, perito industriale) iscritto all’albo da almeno 5 anni nel settore impianti
- Un’impresa installatrice abilitata con responsabile tecnico iscritto da almeno 5 anni
Costo e procedura
Il professionista esegue un sopralluogo e le verifiche strumentali necessarie per accertare la rispondenza dell’impianto alle norme. Se l’impianto è conforme, rilascia la DIRI. Costo tipico: 150-500 € a seconda della complessità.
I 5 errori da evitare con la DICO
Sono gli errori che, leggendo il DM 37/2008 e i suoi allegati, generano più problemi al momento di dimostrare la conformità dell’impianto.
-
Non verificare l’abilitazione dell’installatore PRIMA dei lavori. Un’impresa non abilitata DM 37/2008 produce una DICO nulla. Controlla sempre l’iscrizione e l’abilitazione lettera A.
-
Saldare il lavoro senza aver ricevuto la DICO. La DICO è parte della prestazione. Trattieni il saldo finché non la ricevi completa di tutti gli allegati.
-
Accettare una DICO senza allegati. Una DICO senza i 7 allegati (specialmente schema unifilare e certificazioni componenti) è incompleta e contestabile. Verifica che ci siano tutti.
-
Non conservare la DICO per 10 anni. Serve per detrazione fiscale (10 anni), eventuale sinistro assicurativo, vendita immobile. Conservala cartacea E digitale.
-
Ignorare il tipo di differenziale. Le wallbox richiedono differenziali specifici (Type A EV o Type B). Verifica nella relazione materiali che sia quello corretto: un differenziale generico inadeguato è una non conformità grave.
Fonti di questa guida
- DM 37/2008 su Normattiva — il decreto che istituisce la DICO e ne definisce il contenuto obbligatorio
- CEI — Comitato Elettrotecnico Italiano — la sezione 722 della CEI 64-8 è il riferimento tecnico richiamato nella DICO
- MIMIT — Ministero delle Imprese e del Made in Italy
- Art. 1130 c.c. — è l’amministratore a dover archiviare la DICO che gli consegni
Conclusioni
La Dichiarazione di Conformità è il documento che trasforma la tua wallbox da “apparecchio installato” a “impianto a norma di legge”. Non è un formalismo burocratico: è la tua tutela assicurativa, la chiave per le agevolazioni fiscali, la prova della regolarità nei rapporti condominiali e in caso di vendita.
La regola d’oro è semplice: installatore abilitato + DICO completa di allegati + conservazione per 10 anni. Rispettando questi tre punti, la tua wallbox è blindata sotto ogni profilo.
Domande frequenti
Cos'è esattamente la Dichiarazione di Conformità (DICO) di una wallbox?
La DICO è obbligatoria per la wallbox?
Cosa succede se l'installatore non rilascia la DICO?
La DICO serve per ottenere la detrazione fiscale 50% e il bonus colonnine?
Chi può rilasciare la DICO?
La DICO ha una scadenza?
Cosa fare se ho perso la DICO della mia wallbox?
La differenza tra DICO e DIRI (Dichiarazione di Rispondenza)?
La DICO deve essere consegnata anche all'amministratore di condominio?
Quanto costa ottenere la DICO?
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