C’è una voce che manca in circa metà dei preventivi per una wallbox, e non è una voce piccola: l’aumento della potenza impegnata del contatore. Compare dopo, quando l’installatore fa il sopralluogo e scopre che con 3 kW in contratto il dispositivo da 7,4 kW appena venduto non può funzionare a pieno.
Questa guida serve ad arrivarci prima. Quanti kW servono davvero, che cosa cambia fra potenza impegnata e disponibile, quanto costa aumentarla secondo le tariffe ufficiali, e le due strade per non aumentarla affatto.
Quanta potenza serve davvero
Partiamo dal numero che conta: una wallbox non consuma “un po’”. Assorbe una potenza costante per ore, ed è questo a renderla diversa da qualunque altro elettrodomestico di casa.
| Potenza wallbox | Corrente | Autonomia recuperata in un’ora | Note |
|---|---|---|---|
| 3,7 kW | 16 A monofase | circa 15-20 km | compatibile con molti contratti domestici |
| 7,4 kW | 32 A monofase | circa 35-40 km | il taglio più diffuso in ambito domestico |
| 11 kW | 16 A trifase | circa 55-60 km | richiede fornitura trifase |
| 22 kW | 32 A trifase | circa 110-120 km | raro in ambito residenziale |
I chilometri sono indicativi e dipendono dal consumo reale del veicolo: un’utilitaria compatta e un SUV pesante non recuperano la stessa autonomia con la stessa energia. Sui modelli e sui gradi di protezione da richiedere abbiamo un confronto dedicato.
Il punto pratico è un altro. Se ricarichi otto ore a notte, anche 3,7 kW ti restituiscono circa 30 kWh, che per la maggior parte degli usi quotidiani sono più che sufficienti. La domanda giusta non è «qual è la wallbox più veloce», ma quanti chilometri devo recuperare fra una sosta e l’altra.
Potenza impegnata e potenza disponibile
Qui sta la distinzione che quasi nessuno spiega, ed è quella che determina se il contatore scatta.
La potenza impegnata è il valore scritto nel contratto, quello su cui paghi la quota fissa. La potenza disponibile è quanto il contatore ti lascia effettivamente prelevare prima di intervenire: ARERA indica una tolleranza del 10% sopra il valore contrattuale.
Tradotto sul contratto domestico più diffuso:
Non è un difetto dell’auto né della wallbox. È aritmetica: i carichi si sommano, e una ricarica è un carico che dura ore.
I valori che puoi scegliere
ARERA fissa scaglioni precisi per i clienti domestici:
- da 0,5 a 6 kW si sale a passi di 0,5 kW
- da 6 a 10 kW a passi di 1 kW
- oltre i 10 kW a passi di 5 kW
I salti più frequenti per chi installa una wallbox sono da 3 a 4,5 kW e da 3 a 6 kW. E c’è una ragione precisa per fermarsi a sei, che vediamo fra poco.
Le tre strade possibili
Davanti al problema «3 kW non bastano» esistono tre risposte, e vengono presentate raramente tutte e tre.
Aumentare la potenza impegnata. La soluzione diretta. Costa una tantum e poi costa ogni anno, per sempre, finché non riduci di nuovo.
Gestire la potenza con il bilanciamento dinamico. La wallbox misura i consumi di casa e si autoregola per non superare mai la soglia. Nessun costo ricorrente, ricariche più lente nelle ore di punta domestica.
Non fare nulla e ricaricare piano. Impostare la wallbox a 2,3 kW e caricare solo di notte. Poco elegante, costo zero, e per chi percorre pochi chilometri funziona.
Le tre non si escludono: molti installano il bilanciamento dinamico e aumentano comunque a 4,5 kW, ottenendo margine senza pagare per i 6 kW pieni.
Se stai valutando un contatore dedicato solo alla ricarica, il confronto fra derivazione domestica e POD dedicato affronta l’altra faccia della stessa scelta.
Quanto costa aumentare, alla fonte
Il costo ha due componenti, ed è importante non confonderle, perché una si paga una volta e l’altra per sempre.
La parte una tantum
Per la bassa tensione, e-distribuzione indica una quota potenza di 77,49 €/kW, ridotta a 61,26 €/kW per i clienti domestici quando l’aumento non porta oltre i 6 kW complessivi. A questa si aggiungono i contributi fissi previsti.
La parte permanente
Ogni kW di potenza impegnata ha un costo annuo ricorrente: ARERA lo quantifica in circa 26 € l’anno IVA inclusa per kW, sia in aumento sia in riduzione.
Il conto è quindi facile da fare da soli. Passare da 3 a 6 kW significa tre kW aggiuntivi, cioè circa 78 € l’anno in più di sola quota fissa, indipendentemente da quanto consumi. Su dieci anni sono quasi 800 euro, ed è una cifra che nel preventivo dell’installatore non compare mai, perché non è una voce sua.
A chi si chiede e in quanto tempo
Errore frequente: rivolgersi a e-distribuzione. Il distributore gestisce materialmente il contatore, ma la richiesta passa dal tuo venditore di energia, quello con cui hai il contratto, che poi la inoltra.
Sui tempi, per le forniture in bassa tensione fino a 6 kW monofase (o 33 kW trifase) e-distribuzione indica l’esecuzione del lavoro entro cinque giorni lavorativi. Per incrementi maggiori intervengono tempi di preventivazione più lunghi, che salgono a quindici giorni lavorativi per i lavori ordinari sulla rete di bassa tensione.
In pratica, per il salto tipico da 3 a 6 kW parliamo di un intervento rapido e quasi sempre da remoto: sui contatori elettronici la modifica viene fatta a distanza, senza che nessuno debba entrare in casa.
La sperimentazione ARERA, e perché arrivi tardi
Questa parte va letta con attenzione alla data, perché è il punto in cui quasi tutte le guide online sono rimaste indietro.
Con la delibera 541/2020/R/eel, in vigore dal 1º luglio 2021, ARERA ha avviato una sperimentazione che consente ai clienti in bassa tensione con contatore elettronico di aumentare la potenza disponibile nelle fasce notturne e festive per ricaricare il veicolo elettrico, a parità di costo rispetto alla tariffa ordinaria. Chi vi aderisce può prelevare più potenza la notte e nei giorni festivi senza modificare il contratto e senza aumento della quota fissa. La gestione operativa è affidata al GSE, e fra i requisiti c’è l’utilizzo di un dispositivo di ricarica fra quelli ammessi.
Sulla carta è l’opzione migliore per chi ricarica di notte: il vantaggio senza il costo ricorrente.
Vale comunque la pena aprire la pagina di ARERA prima di rinunciarci: le sperimentazioni vengono prorogate con una certa regolarità, e una riapertura dei termini non è da escludere.
Il bilanciamento dinamico del carico
È la funzione che rende superfluo l’aumento di potenza in molti casi, e merita di essere capita bene perché viene venduta male.
Il principio: un sensore installato sul quadro misura in tempo reale quanta potenza sta assorbendo l’abitazione. La wallbox legge quel dato e modula la corrente di ricarica per non superare mai la soglia disponibile. Quando accendi il forno la ricarica rallenta, quando lo spegni riprende.
Il risultato è che puoi installare un dispositivo da 7,4 kW su un contratto da 3 kW senza far scattare mai il contatore. Non ricaricherai a 7,4 kW mentre cucini, ma alle tre di notte, con la casa spenta, userai tutta la potenza che c’è.
Cosa chiedere all’installatore
- È incluso o è un accessorio? Non tutti i modelli lo hanno di serie, e in diversi casi il sensore di corrente si acquista a parte.
- Serve spazio nel quadro? Il sensore va montato a monte dei carichi, e in quadri vecchi o pieni può servire un intervento aggiuntivo.
- Che soglia viene impostata? Va parametrata sulla potenza disponibile reale, non su quella contrattuale: quel 10% di tolleranza esiste, ma non è saggio consumarlo tutto.
Come decidere nel tuo caso
Tre domande, in quest’ordine.
Quando ricarichi? Se la risposta è «di notte», il bilanciamento dinamico copre quasi certamente il tuo caso e ti risparmia il costo ricorrente. Se ricarichi di giorno, con la casa attiva, l’aumento diventa difficile da evitare.
Quanti chilometri fai? Sotto i 50 km al giorno, otto ore a 3 kW bastano abbondantemente. Sopra i 100 km quotidiani il discorso cambia e la velocità di ricarica smette di essere un dettaglio.
Quanto vale per te il tempo? L’aumento da 3 a 6 kW costa circa 78 € l’anno di quota fissa e dimezza i tempi. È una cifra modesta se la ricarica lenta ti crea vincoli reali, ed è denaro buttato se ricarichi comunque di notte e la mattina l’auto è sempre piena.
Fonti di questa guida
- ARERA — potenza del contatore — tolleranza del 10%, scaglioni selezionabili e costo annuo per kW
- ARERA — sperimentazione sulla ricarica notturna e festiva — delibera 541/2020/R/eel e termine per le adesioni
- ARERA — mobilità elettrica — il quadro regolatorio complessivo
- e-distribuzione — costi e tempi dell’aumento di potenza — quota potenza per kW e tempi di esecuzione
- Agenzia delle Entrate — per verificare se la spesa rientra fra quelle agevolabili
- CEI — Comitato Elettrotecnico Italiano — la sezione 722 della CEI 64-8 regola il circuito dedicato alla ricarica
Conclusioni
L’aumento di potenza è la voce che trasforma un preventivo da 1.200 € in un preventivo da 1.500 €, e arriva sempre nel momento peggiore: dopo che hai scelto il dispositivo. È una delle tre variabili che fanno crescere il totale, insieme alla lunghezza del percorso cavi e alla pratica antincendio: le analizziamo tutte nella guida sui costi di installazione.
Ma il punto di questa guida non è che devi aumentarla. È che la decisione va presa consapevolmente, e in molti casi la risposta è no. Chi ricarica di notte, con una wallbox dotata di bilanciamento dinamico, spesso non ha alcun motivo per pagare 78 € l’anno a vita.
Se dovessimo indicare una sola cosa da fare prima di firmare qualsiasi preventivo, sarebbe guardare la bolletta e leggere la potenza impegnata. È un dato che hai già, richiede trenta secondi, e cambia la conversazione con l’installatore da «quale wallbox mi consigli» a «quale wallbox funziona con quello che ho».
Per il quadro completo dell’iter condominiale, dalla norma ai quorum, il punto di partenza resta la guida pilastro sulla wallbox in condominio.
Domande frequenti
Con un contatore da 3 kW posso ricaricare un'auto elettrica?
Che differenza c'è fra potenza impegnata e potenza disponibile?
Quanto costa aumentare la potenza del contatore?
A chi devo chiedere l'aumento di potenza?
Quali valori di potenza posso scegliere?
Che cos'è il bilanciamento dinamico del carico?
Conviene aumentare la potenza o usare il bilanciamento dinamico?
Esiste un modo per avere più potenza senza cambiare contratto?
L'aumento di potenza rientra nelle agevolazioni fiscali?
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