Se dovessi indovinare quali città italiane trattano meglio le auto elettriche in centro storico, Trento e Bolzano sarebbero fra le prime della lista. Due province autonome, bilanci solidi, politiche ambientali avanzate, una rete di ricarica fra le più capillari del Paese.
Leggendo le ordinanze, il risultato è quasi il contrario. A Bolzano l’unica regola della ZTL che nomina i veicoli elettrici riguarda il carico e scarico delle merci. A Trento non esiste una categoria di permesso per i veicoli elettrici, e la sosta si paga come per tutti gli altri.
Nel frattempo, sull’acquisto, una delle due province mette sul tavolo duemila euro e l’altra ha chiuso lo sportello nel 2024.
Bolzano: la regola sulle elettriche è una regola per i furgoni
Nella pagina del Comune di Bolzano dedicata ai permessi per i varchi elettronici c’è un passaggio che viene ripreso spesso, e quasi sempre fuori contesto. Conviene leggerlo intero, e nell’ordine in cui è scritto.
Prima la regola generale:
«L’accesso alla ZTL per i veicoli con peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate può avvenire per le sole operazioni di carico e scarico dal lunedì al sabato dalle ore 06:00 alle ore 10:30, escluse le giornate festive infrasettimanali.»
Poi l’eccezione:
«Per i soli veicoli con alimentazione elettrica, ibrida e a idrogeno con peso complessivo non superiore a 4,25 tonnellate l’accesso alla ZTL può avvenire per le sole operazioni di carico e scarico, previo rilascio di permesso, sempre dal lunedì al sabato […], anche dalle 10:30 alle ore 11.00, e, per i soli varchi interessati dal transito dei veicoli destinati al trasporto pubblico, sempre per le predette categorie di veicoli, anche dalle 14:30 alle 16:00.»
Tre parole cambiano tutto: «per le sole operazioni di carico e scarico». Il vantaggio riconosciuto alle elettriche non è entrare in centro: è avere mezz’ora in più per consegnare (dalle 10:30 alle 11:00) e, sui varchi attraversati dai mezzi pubblici, una seconda finestra pomeridiana.
Il secondo dettaglio è il limite di peso, che sale da 3,5 a 4,25 tonnellate solo per elettriche, ibride e idrogeno. Non è una concessione: è una compensazione. Un furgone elettrico pesa più del suo equivalente diesel perché si porta dietro le batterie, e senza quel mezzo tonnellata in più uscirebbe dalla categoria in cui il suo gemello termico rientra.
Bolzano: chi può passare, e chi non è in elenco
Le categorie autorizzate a transitare nella ZTL, secondo il Comune, sono:
- residenti e proprietari di posti auto o garage all’interno della ZTL;
- imprese e incaricati di pubblico servizio per interventi urgenti o manutenzioni;
- veicoli autorizzati solo in specifiche fasce orarie;
- mezzi di soccorso, emergenza e pubblico servizio;
- veicoli al servizio di persone con disabilità muniti di contrassegno, con la targa da registrare o comunicare preventivamente.
L’elenco è breve e i veicoli elettrici privati non ci sono. Per accedere con un veicolo nelle zone a traffico limitato e nelle aree pedonali controllate da varchi elettronici è necessario chiedere preventivamente un permesso, che l’ufficio valuta in base alle casistiche previste dalle ordinanze in vigore: la valutazione riguarda il motivo per cui vuoi entrare, non il modo in cui il tuo veicolo produce trazione.
Il quadro normativo di riferimento sono le delibere di Giunta comunale n. 518/2022 e n. 17/2023 sulla disciplina della ZTL, e le ordinanze sindacali n. 709/2022 e n. 51/2023 sulla regolamentazione della sosta e della viabilità e sui criteri generali per il rilascio dei permessi.
Un’ultima nota pratica, perché è il genere di cosa che fa perdere un pomeriggio: il servizio online per la richiesta dei permessi copre solo alcune categorie — contrassegno disabili, transito in aree private, interventi urgenti di imprese e incaricati di pubblico servizio, taxi e noleggio con conducente. Per il resto si passa dall’ufficio.
Trento: la categoria che non c’è
Trento ha due zone distinte: la ZTL-P, pedonale, e la ZTL-CS, quella del centro storico che la circonda. Gli accessi sono controllati da telecamere che leggono le targhe e le confrontano con l’elenco degli autorizzati — il meccanismo standard.
Nella guida alla ZTL pubblicata dal Comune, le tipologie di permesso sono raggruppate per categorie di utenti: residenti in ZTL, operatori, utenti occasionali, anziani e disabili, titolari del contrassegno unificato disabili europeo. Una categoria dedicata ai veicoli elettrici non compare.
È una differenza concettuale che vale la pena fissare, perché ricorre in tutta Italia con esiti diversi. Ci sono città in cui il titolo di accesso deriva dal veicolo — sei elettrico, quindi puoi entrare, previa registrazione. E ci sono città in cui il titolo deriva dall’utente — sei residente, o operatore, o hai un garage, quindi puoi entrare, con qualunque auto. Trento appartiene nettamente al secondo gruppo.
Il permesso, quando lo ottieni, va esposto in originale sul cruscotto, in modo chiaramente visibile nella parte anteriore del veicolo; sono esclusi da questo obbligo solo motocicli e ciclomotori, che devono però poter dimostrare di averlo se fermati. I permessi si richiedono a Trentino Mobilità S.p.A., non direttamente al Comune.
Trento: la sosta si paga, elettrica o no
Sulla sosta, Trento è forse la città più netta fra quelle che abbiamo verificato finora: nel Comune non sono previste esenzioni o agevolazioni specifiche per il parcheggio di auto elettriche o ibride nelle zone tariffarie a pagamento. Le zone sono suddivise per colore — rossa, verde, blu, gialla, viola — e la tariffa si paga secondo la zona.
L’unica agevolazione legata all’alimentazione riguarda il costo del permesso dei residenti in ZTL, ed è una riduzione, non un’esenzione:
- 50% del costo del primo contrassegno, quando il contrassegno riporta targhe di sole auto a basso impatto ambientale;
- 25% del costo del primo contrassegno, quando riporta più targhe fra cui almeno una a basso impatto;
- la riduzione non si applica ai costi di istruttoria.
E qui c’è il dettaglio che smonta l’idea di un trattamento di favore per l’elettrico: la categoria «basso impatto ambientale» a Trento comprende i veicoli alimentati a gas, bifuel, gpl/metano, ibridi ed elettrici. Un’auto a GPL e una full electric ottengono lo stesso sconto sullo stesso contrassegno.
Gli incentivi: duemila euro contro uno sportello chiuso
Se al varco le due province si somigliano nel non concedere quasi nulla, sull’acquisto prendono strade opposte.
Bolzano. La Provincia autonoma riconosce ai privati un contributo di 2.000 euro per l’acquisto, il leasing o il noleggio a lungo termine di un’auto elettrica a batteria o a celle a combustibile, con un massimale di prezzo di 50.000 euro al netto di IVA e costi di immatricolazione, e alla condizione che la concessionaria applichi una riduzione di pari importo. Per le ibride plug-in il contributo scende a 1.000 euro. Ci sono poi il 30% del costo fino a 1.000 euro per motoveicoli e ciclomotori elettrici, il 30% fino a 1.500 euro per le bici cargo elettriche con portata di almeno 150 kg, contributi per le stazioni di ricarica e l’esenzione dalla tassa automobilistica per un massimo di cinque anni.
La condizione sullo sconto del concessionario merita una riga in più, perché è la ragione per cui in giro si legge «fino a 4.000 euro»: il contributo pubblico è di duemila, ma è subordinato a un pari sconto privato, quindi lo sconto complessivo che vedi in fattura può arrivare al doppio. Non sono quattromila euro di soldi provinciali.
Trento. L’agevolazione provinciale per l’acquisto di autoveicoli elettrici da parte dei privati è chiusa. Con deliberazione del 17 giugno 2024 il termine è stato fissato al 18 giugno 2024; è rimasta una coda limitata per chi aveva già un contratto o un ordine con acconto entro quella data e per veicoli immatricolati entro il 31 dicembre 2024, con domande da presentare entro il 31 marzo 2025.
Quando era aperta, l’agevolazione valeva 3.000 euro con rottamazione di un veicolo Euro 0-5 e 2.000 euro nei casi di sostituzione, era riservata ai residenti in provincia proprietari da almeno un anno del veicolo da rottamare, riguardava solo veicoli esclusivamente elettrici di categoria M1 di prima immatricolazione fino a 50.000 euro, e non ammetteva ibridi o plug-in.
Perché l’autonomia non si vede al varco
Viene naturale chiedersi come mai due province con poteri legislativi propri non usino quei poteri per regolare gli accessi in modo diverso dal resto d’Italia. La risposta è che, al varco, quei poteri non entrano in gioco.
Le ZTL di Trento e Bolzano nascono da delibere di giunta e ordinanze sindacali comunali — a Bolzano le delibere 518/2022 e 17/2023 e le ordinanze 709/2022 e 51/2023 — adottate nel quadro del Codice della Strada, che è legge dello Stato e vale uguale a Bolzano, a Modena e a Palermo. La disciplina delle zone a traffico limitato sta nell’art. 7 del Codice, e il Comune la applica come qualunque altro Comune italiano.
Vale anche il ragionamento che abbiamo ricostruito parlando dell’Emilia: l’art. 7, comma 9-bis del Codice della Strada prevede che nel delimitare le ZTL i Comuni consentano «in ogni caso» l’accesso libero a elettriche e ibride, ma il TAR Lazio ne ha escluso l’efficacia sulle ZTL istituite prima del 2019 — e i centri storici di Trento e Bolzano sono regolati da molto prima. Il dettaglio è in ZTL a Parma, Modena e Reggio Emilia.
L’autonomia si vede dunque prima e dopo il varco, non sul varco: nei contributi all’acquisto, nella tassa automobilistica, nei fondi per le colonnine. Sono leve sul possesso del veicolo. La circolazione in centro storico resta materia comunale in un quadro nazionale.
Cosa fare prima di partire
Se vai a Bolzano con un’auto elettrica privata. Parti dal presupposto che non hai un titolo di accesso e verifica se rientri in una categoria autorizzata: residente, proprietario di garage in ZTL, contrassegno disabili. Se non ci rientri, parcheggia fuori. La regola su carico e scarico non ti riguarda.
Se consegni merci a Bolzano con un mezzo elettrico. Chiedi il permesso: la finestra 10:30-11:00 e, sui varchi del trasporto pubblico, la fascia 14:30-16:00 valgono previo rilascio di permesso, non in automatico. E ricorda il limite dei 4,25 t.
Se vai a Trento. Non cercare un permesso per veicoli elettrici, non esiste: guarda a quale categoria di utente appartieni e richiedi il permesso a Trentino Mobilità. Metti in conto la sosta a tariffa piena. Se sei residente in ZTL con un’auto a basso impatto, chiedi la riduzione sul contrassegno, ricordando che non tocca i costi di istruttoria.
Se stai comprando. In Alto Adige verifica il contributo provinciale prima di firmare, perché la domanda va presentata online prima della data della fattura. In Trentino non contare su nulla a livello provinciale: lo sportello è chiuso dal 2024.
In entrambe. Come sempre, conserva la ricevuta di ogni permesso richiesto. Se il varco non ti riconosce, è l’unico documento che conta: le vie per contestare sono in come contestare una multa ZTL.
Fonti di questa guida
- Comune di Bolzano — Polizia Municipale, permessi varchi elettronici ZTL e aree pedonali — il testo sulle operazioni di carico e scarico per veicoli elettrici, ibridi e a idrogeno, l’elenco delle categorie autorizzate e gli estremi di delibere e ordinanze
- Comune di Bolzano — ZTL, accessi e sosta nel centro abitato — la pagina di raccordo su permessi, bollini per le zone colorate e varchi con telecamere
- Portale ZTL del Comune di Bolzano — il sistema da cui si richiedono e rinnovano le autorizzazioni
- Comune di Trento — guida alla ZTL — la distinzione fra ZTL-P e ZTL-CS, le categorie di permesso e l’obbligo di esposizione del contrassegno
- Trentino Mobilità — residenti in ZTL, transito e sosta nelle zone colorate — le riduzioni del 50% e del 25% per i veicoli a basso impatto ambientale e l’elenco delle alimentazioni ammesse
- Trentino Mobilità — parcheggi a strisce blu di Trento — le zone tariffarie e le modalità di pagamento della sosta
- Provincia autonoma di Bolzano — contributi per la mobilità elettrica — i 2.000 euro per le auto elettriche, i 1.000 per le plug-in, i massimali e l’esenzione dalla tassa automobilistica
- Provincia autonoma di Trento — incentivi per l’acquisto di autoveicoli elettrici BEV per i privati — gli importi quando l’agevolazione era aperta e la deliberazione che ne ha fissato il termine al 18 giugno 2024
- Art. 7 del Codice della Strada — la norma statale in cui si inquadrano le ordinanze comunali di entrambe le città, comma 9-bis compreso
Conclusioni
Trento e Bolzano smontano un’associazione che facciamo quasi automaticamente: che una politica ambientale ambiziosa si traduca in corsie preferenziali per chi guida elettrico. Qui i soldi ci sono, o almeno c’erano, ma stanno tutti prima dell’acquisto. Una volta che l’auto è in garage, davanti al varco del centro storico vali quanto chiunque altro, e la domanda che il sistema si pone non è come si muove la tua auto ma perché stai entrando.
C’è una lettura più generosa e probabilmente più corretta: una ZTL nasce per ridurre il numero di veicoli in centro, non le loro emissioni. Un’auto elettrica occupa lo stesso spazio di una diesel, e una città che ha deciso di limitare la presenza di automobili nel proprio centro storico non ha motivo di fare eccezioni in base all’alimentazione. È esattamente il ragionamento che ha portato Brescia a togliere la sosta gratuita alle elettriche dal 1º agosto, e che il TAR Lazio ha implicitamente avallato dicendo che l’accesso può essere contingentato.
Se stai valutando l’acquisto, la conseguenza pratica è una sola: conta gli incentivi, non i privilegi urbani. I primi sono scritti in una delibera con un importo. I secondi sono un’ordinanza comunale che può cambiare, e che in due delle province più ricche d’Italia non è mai stata scritta.
Domande frequenti
Le auto elettriche entrano gratis nella ZTL di Bolzano?
Quali categorie possono transitare nella ZTL di Bolzano?
A Trento c'è un permesso ZTL per le auto elettriche?
Cosa ottiene allora un'auto elettrica a Trento?
A Trento le auto elettriche parcheggiano gratis sulle strisce blu?
Quanto vale l'incentivo provinciale di Bolzano per un'auto elettrica?
E la Provincia di Trento dà incentivi per comprare un'elettrica?
L'autonomia speciale cambia le regole delle ZTL in Trentino-Alto Adige?
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