C’è una contraddizione pratica di cui si parla poco: le colonnine di ricarica pubbliche stanno spesso nei centri storici, cioè esattamente dove le auto non possono entrare. L’app te la mostra libera, la mappa dice che sono quattrocento metri, e in mezzo c’è un varco con una telecamera.
La domanda «posso entrare solo per ricaricare?» sembra semplice. Verificando i regolamenti di diciassette città abbiamo scoperto che quasi nessuno se la pone: la risposta esiste, ma va dedotta. Una sola città italiana la mette per iscritto, e dice di no.
La domanda che i regolamenti non si pongono
Un disciplinare ZTL è costruito come un elenco di categorie ammesse: residenti, domiciliati, titolari di garage, imprese con sede nel perimetro, carico e scarico, medici in visita, servizi di pubblica utilità, veicoli di soccorso. Ogni categoria ha i suoi requisiti, il suo costo e la sua durata.
La ricarica di un veicolo elettrico non è una di quelle categorie. In nessuno dei regolamenti che abbiamo letto.
Questo non significa che sia vietata: significa qualcosa di più sottile e più definitivo. Non è un motivo di accesso. Non c’è nulla da vietare, perché non c’è nulla che possa autorizzare.
C’è anche una ragione per cui il tema resta fuori dai regolamenti, ed è meno cinica di quanto sembri: le colonnine nei centri storici servono i residenti. Vengono installate dove abita gente che non ha un box, ed è per quelle persone che esistono. Chi ci abita ha già il permesso. Il paradosso riguarda chi arriva da fuori.
L’unica città che lo dice: Siena
Fra i regolamenti verificati, quello di Siena è l’unico che affronta il punto in modo esplicito. Il disciplinare degli accessi e della circolazione nella ZTL, approvato con delibera di Giunta comunale n. 327 del 2 settembre 2025, contiene questa frase nella sezione dedicata ai veicoli ammessi:
«I veicoli elettrici non sono autorizzati ad accedere alla Ztl per effettuare la sola ricarica.»
Undici parole che chiudono la questione. Ma il regolamento senese è utile per un secondo motivo, perché più avanti dice anche il complementare:
«I veicoli ad esclusiva trazione elettrica sono autorizzati a sostare nelle piazzole di ricarica, per il tempo necessario al rifornimento, se presenti nei settori Ztl autorizzati e indicati nel permesso.»
Lette insieme, le due disposizioni descrivono una logica coerente che vale ben oltre Siena.
Vale la pena aggiungere il contesto tariffario, perché completa il quadro: per i residenti con veicolo a esclusiva trazione elettrica il permesso costa 30 € annuali, e i permessi per veicoli elettrici non si sommano agli altri nel computo del numero massimo per nucleo familiare. Siena, in altre parole, agevola nettamente chi guida elettrico — ma non trasforma la ricarica in un lasciapassare.
La regola implicita: prima il titolo, poi la ricarica
Quello che Siena scrive, le altre città lo lasciano dedurre. E la deduzione è sempre la stessa:
Il titolo di accesso viene prima. La ricarica è ciò che puoi fare una volta dentro.
Precisiamo che si tratta di una lettura, non di una citazione: fuori da Siena non abbiamo trovato disposizioni che nominino la ricarica come motivo di accesso, né in un senso né nell’altro. Ma la struttura dei regolamenti non lascia molto spazio a interpretazioni alternative, per una ragione semplice: il varco non sa perché stai entrando.
Una telecamera legge una targa e la confronta con un elenco. Non esiste un modo tecnico per comunicarle che stai andando a ricaricare, e non esiste un modo successivo per dimostrarlo che abbia valore rispetto al titolo. La ricevuta della sessione di ricarica prova che hai ricaricato, non che avevi diritto a essere lì.
«Per il tempo strettamente necessario»
Alcuni disciplinari usano questa formula, fra cui quello di Genova, dove il libero accesso alle ZTL per i veicoli elettrici è previsto con obbligo di contrassegno e appunto «per il tempo strettamente necessario», nella fascia oraria 00-24.
È una clausola che viene spesso fraintesa, perché sembra concedere una finestra. Non è così: delimita quanto puoi fermarti, non se puoi entrare. Presuppone un titolo già esistente e ne circoscrive l’uso.
Nel caso genovese il titolo c’è ed è generoso — l’accesso alle ZTL è riconosciuto ai veicoli elettrici con contrassegno — quindi la clausola funziona come un limite alla permanenza. In una città che non riconosce quel titolo, la stessa formula non aprirebbe nulla.
Cosa succede nelle città che abbiamo verificato
Nessuna delle diciassette città verificate il 23 agosto 2026, e rilette sui regolamenti il 2 e 3 settembre, prevede la ricarica come motivo di accesso; Siena, nel disciplinare del maggio 2026, lo vieta per iscritto. Quello che cambia è quanto è facile avere un titolo per altri motivi, e quindi quanto il problema si pone davvero.
| Città | Titolo per le elettriche | Il problema della ricarica in centro |
|---|---|---|
| Bologna | Contrassegno gratuito, anche per non residenti | Praticamente inesistente: il contrassegno risolve accesso e sosta |
| Firenze | «Lista Bianca» gratuita, valida 5 anni | Praticamente inesistente per chi si registra |
| Genova | Libero accesso con contrassegno, 00-24 | Attenuato, ma resta il limite del tempo strettamente necessario |
| Milano | Esenti dal ticket di Area C | Attenuato in Area C; le ZTL di quartiere seguono regole proprie |
| Torino | Permesso di transito gratuito | Attenuato, ma la sosta si paga comunque |
| Palermo | Pass ZTL gratuito | Attenuato |
| Matera | Escluse dal divieto di transito e sosta | Inesistente |
| Verona, Padova | Transito previa registrazione della targa | Attenuato per il transito, la sosta resta a pagamento |
| Napoli | Permesso a tariffa ridotta dell’80% | Presente: senza permesso pagato non entri |
| Roma | Permesso a pagamento dal 1º luglio 2026 | Presente, e più di prima |
| Siena | Permesso ridotto, ricarica esclusa come motivo | Presente e dichiarato |
| Pisa | Permesso gratuito solo per il settore di residenza | Presente fuori dal proprio settore |
| Bari, Lecce, Lucca | Nessuna agevolazione dedicata | Presente in pieno |
La lettura d’insieme è che il problema non si risolve con una regola sulla ricarica, ma con la facilità di ottenere un titolo. Dove il titolo è gratuito e aperto anche ai non residenti, come a Bologna, la domanda di questa guida non si pone quasi mai. Dove non esiste alcuna agevolazione, si pone in pieno e non ha soluzione.
Il quadro completo città per città è nella guida agli accessi delle auto elettriche alle ZTL.
Cosa fare prima di programmare una ricarica in centro
Tre controlli, in quest’ordine, e valgono due minuti prima di partire invece di una sanzione dopo.
Incrocia le due mappe. Apri la mappa della ZTL sul sito del Comune e confrontala con la posizione della colonnina che hai visto sull’app. Sono due sistemi che non si parlano: per l’app quel punto è disponibile, e formalmente lo è — il varco è un’informazione che appartiene al Comune, non al gestore della rete.
Verifica se hai un titolo, e per quale settore. Se hai un permesso, controlla che copra la zona in cui si trova la colonnina. È l’errore tipico nelle città a settori come Pisa e Siena: permesso valido, settore sbagliato, accesso irregolare.
Se non hai un titolo, cerca fuori dal perimetro. Le colonnine appena esterne alla ZTL sono quasi sempre meno contese proprio perché meno visibili sulle mappe turistiche, e da lì al centro si arriva a piedi. È la stessa logica che consigliamo a Genova, dove per il cuore del centro storico l’auto è comunque la scelta sbagliata.
Se la multa è già arrivata
Distinguere due situazioni cambia completamente le probabilità.
Avevi un titolo valido e il sistema non l’ha riconosciuto. È il caso in cui vale la pena contestare: registrazione effettuata ma non attiva, permesso rinnovato ma non a sistema, targa inserita con un errore di trascrizione. Qui la ricevuta della sessione di ricarica aiuta come elemento di contesto, ma la cosa che conta è la prova del titolo.
Non avevi un titolo. Aver ricaricato non è una scusante. La sanzione riguarda l’accesso, non ciò che hai fatto una volta dentro, e non esiste una categoria «ero andato a ricaricare» in cui far rientrare il caso. È dura da accettare quando l’intenzione era ecologica, ma il varco non valuta le intenzioni.
I termini e la procedura sono nella guida sul ricorso contro una multa in ZTL.
Fonti di questa guida
- Comune di Siena — disciplinare degli accessi in ZTL (G.C. 327 del 2 settembre 2025) — l’unica formulazione esplicita che abbiamo trovato sulla ricarica come motivo di accesso
- Comune di Siena — portale istituzionale, sezione mobilità: da qui si raggiungono i servizi per i permessi ZTL
- Comune di Genova — ZTL — il libero accesso con contrassegno e la clausola sul tempo strettamente necessario
- Regione Emilia-Romagna — regolamentazione degli accessi dei veicoli elettrici nelle ZTL — conferma che non esiste una cornice regionale e che il progetto pilota si è concluso nel 2020
- Codice della Strada su Normattiva — l’art. 7 disciplina le ZTL: il comma 9-bis prevede l’accesso libero per elettriche e ibride, ma nessun comma dice se la ricarica sia di per sé un motivo di accesso, e quella scelta resta comunale
- Comune di Bologna — contrassegno per veicoli elettrici — il caso in cui il problema praticamente non si pone
Conclusioni
La risposta breve è no, e il motivo è più istruttivo del divieto: la ricarica non è un motivo di accesso in nessun regolamento italiano che abbiamo letto. Siena lo scrive, le altre lo lasciano dedurre, e la struttura è ovunque la stessa — prima il titolo, poi quello che ci fai dentro.
C’è però una conseguenza pratica che vale più della regola. Se stai valutando dove ricaricare abitualmente in una città che non conosci, la domanda utile non è «dove sono le colonnine»: è «quanto è facile ottenere un titolo di accesso qui». A Bologna la risposta rende il problema invisibile, a Bari lo rende insolubile, e le colonnine sulla mappa hanno lo stesso aspetto in entrambe.
Se conosci un regolamento comunale che tratta la ricarica come motivo di accesso, scrivici: ne abbiamo verificati diciassette e ne abbiamo trovato uno solo che affronta il tema, per negarlo. Saremmo sinceramente contenti di trovarne uno che lo concede.
Domande frequenti
Posso entrare in una ZTL solo perché devo ricaricare l'auto?
Esiste una città che lo dice espressamente?
Se ho il permesso ZTL posso sostare in una piazzola di ricarica?
Perché le colonnine sono dentro le ZTL se non ci si può entrare?
Cosa significa «per il tempo strettamente necessario»?
Se prendo una multa mentre stavo ricaricando, posso farla annullare?
Le colonnine dentro le ZTL sono segnalate in qualche modo sulle mappe?
Come faccio a sapere se una colonnina è dentro la ZTL della mia città?
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