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Auto elettriche a Roma dal 1º luglio 2026: mille euro per entrare in ZTL, zero per parcheggiare

Con la deliberazione della Giunta Capitolina n. 63/2026 l'accesso gratuito delle elettriche alle ZTL di Roma è finito. Chi non ha diritto al permesso ordinario paga 1.000 euro l'anno più due bolli; residenti, artigiani e medici convenzionati restano gratis; i domiciliati in Centro Storico pagano 1.000. La registrazione della targa continua a valere, ma solo per la sosta gratuita sulle strisce blu. Le cinque ZTL con i loro orari, letti su Roma Mobilità.

· Aggiornato il · 13 min di lettura
Copertina: «Dal 1º luglio 2026 non si entra più gratis», sulle nuove regole della ZTL di Roma

Roma è la città che nel 2026 ha reso vecchio, in un giorno, quasi tutto ciò che si leggeva sulle auto elettriche e le ZTL. Fino al 30 giugno un’elettrica registrava la targa online ed entrava gratis in tutte le zone a traffico limitato della capitale. Dal 1º luglio 2026 quella registrazione apre ancora qualcosa — le strisce blu, gratis — ma non i varchi: per quelli serve un permesso, e per chi non rientra in una categoria con diritto costa mille euro l’anno.

La versione precedente di questa guida raccontava il cambio ma non i numeri, perché al 23 agosto non avevamo trovato una tabella ufficiale da citare. Ora c’è: Roma Mobilità ha pubblicato gli importi categoria per categoria, e li riportiamo tutti, con la data.

Cosa è cambiato il 1º luglio, esattamente

Il provvedimento è la deliberazione della Giunta Capitolina n. 63 del 27 febbraio 2026, e Roma Mobilità — la società che rilascia i permessi — lo riassume in due frecce: «Non sarà più possibile accedere gratuitamente solo perché il veicolo è a basse emissioni» e «Viene quindi superato l’attuale sistema di accesso libero senza contrassegno».

Il nuovo permesso riguarda autovetture, autocarri e mezzi equipollenti a trazione esclusivamente elettrica o a idrogeno, posseduti in proprietà oppure utilizzati in usufrutto, locazione, noleggio a lungo termine o nelle forme previste dall’art. 94, comma 4-bis del Codice della Strada. È annuale — cinque anni solo per alcune tipologie di permessi residenti — e vale per tutte le ZTL di Roma Capitale.

Le tappe, come le ha scritte Roma Mobilità:

Chi aveva già diritto al permesso ZTL «ordinario» — residenti, domiciliati e le altre categorie — lo richiede con le modalità di sempre. Gli altri passano dallo sportello online con SPID o CIE.

Gli importi, categoria per categoria

La tabella «Importo permesso per autovettura, autocarro o mezzo equipollente, elettrico o ad idrogeno» pubblicata da Roma Mobilità è lunga, e conviene leggerla per gruppi.

Gratuito, un anno. Residenti, primo, secondo e terzo permesso, in tutte le ZTL. Artigiani con laboratorio in ZTL, primo permesso. Medici convenzionati. Operatori in pronta disponibilità. Transito scolastico. Lavoratori notturni con settore e orario. Plafond delle forze di polizia, vigili del fuoco, Prefettura, Presidenza della Repubblica, Vaticano.

Gratuito, cinque anni. Residenti con primo permesso e ISEE del nucleo familiare inferiore a 15.000 euro.

500 euro. Attività terziarie ubicate in ZTL con posto auto, permesso di transito. Domiciliati in ZTL Trastevere.

1.000 euro. Domiciliati in ZTL Centro Storico. Artigiani, secondo permesso. Autofficine in ZTL. Alberghi con settore. Rappresentanti di commercio, trasporto valori, vigilanza, giornalisti free lance, sistema dell’informazione, banche e assicurazioni, organi costituzionali, enti pubblici, partiti, associazioni imprenditoriali, sindacati, ordini professionali, servizi tecnologici, ambasciate, amministrazione centrale, sistema giurisdizionale, autonomie locali, ASL e ospedali, Banca d’Italia, università e ricerca. E, come riga di chiusura, chiunque non abbia diritto al permesso ordinario: 1.000 euro con validità annuale.

Autocarri per Centro Storico e Trastevere. 75 euro per 50 giornate di ingresso, 150 per 100, 300 per 200, 360 per un anno.

A tutti gli importi vanno aggiunte due marche da bollo virtuali da 16 euro, pagate insieme al permesso.

Un confronto che Roma Capitale fa nella propria nota rende l’idea del «regime di favore» mantenuto: il permesso elettrico costa 1.000 euro «per i veicoli che ad alimentazione tradizionale pagherebbero 2.016», e 500 «per quanti con un’auto non elettrica pagherebbero 1.016 euro e 781 con un’auto ibrida». Circa la metà, quindi. Ma la metà di duemila resta mille.

La registrazione della targa: cosa apre ancora

Questo è il passaggio su cui più persone rischiano una multa nell’estate 2026, perché la vecchia abitudine è ancora nelle mani. Roma Mobilità lo scrive in un riquadro con il punto esclamativo:

«Dal 1° luglio 2026: la sola registrazione della targa non consentirà più l’accesso alle ZTL. La registrazione sarà valida solo come autorizzazione per la sosta gratuita nelle aree tariffate (strisce blu). Per continuare ad accedere nelle ZTL sarà necessario richiedere, a partire dal 16 giugno, il nuovo permesso annuale a pagamento.»

E il passaggio amministrativo che lo rende definitivo: «A decorrere dal 9 aprile 2026 è stato avviato il procedimento di modifica dell’autorizzazione all’accesso nelle ZTL delle autovetture, autocarri o mezzi equipollenti a trazione esclusivamente elettrica o a idrogeno in autorizzazione alla sola sosta gratuita nelle aree tariffate». Le vecchie autorizzazioni non sono state cancellate: sono state convertite in qualcosa di più piccolo.

Per chi aveva registrato la targa anni fa e non ha più aperto lo sportello online, la conseguenza è concreta: la targa è ancora nel sistema, e proprio per questo il varco la riconosce — come veicolo autorizzato a parcheggiare, non a passare.

Chi non deve chiedere nulla

Roma Mobilità elenca le categorie che, con veicoli elettrici o a idrogeno, continuano ad accedere «come nella precedente regolamentazione»:

L’ultima riga merita una nota: nel Centro Storico le due ruote elettriche non hanno mai avuto bisogno di nulla, e continuano così; nel Tridente A1, dove anche moto e ciclomotori sono soggetti alla ZTL, quelle a trazione esclusivamente elettrica entrano previa registrazione della targa.

Le cinque ZTL e i loro orari

Roma Mobilità conta cinque zone a traffico limitato, e gli orari — letti sulla pagina «ZTL in centro» — non si somigliano quasi mai.

Centro Storico. Diurna: 6.30-18 dal lunedì al venerdì, 14-18 il sabato. Notturna: 23-3 il venerdì e il sabato. Festivi esclusi. Ad agosto la notturna non è attiva. Moto e ciclomotori entrano sempre.

Tridente (A1). 6.30-19 dal lunedì al venerdì, 10-19 il sabato, festivi esclusi. È l’unica ZTL romana interdetta anche a motocicli e ciclomotori non autorizzati. Dal 7 settembre al 7 dicembre 2026 è in vigore una nuova disciplina sperimentale per il carico e scarico merci nel Tridente e nelle aree limitrofe.

Trastevere. Diurna: 6.30-10 dal lunedì al sabato, festivi esclusi. Notturna: 21.30-3 il venerdì e il sabato, anche se festivi, e da maggio a ottobre anche il mercoledì e il giovedì, con limite di velocità a 30 km/h.

San Lorenzo, notturna. 21.30-3 dal mercoledì al sabato, secondo la pagina degli orari di Roma Mobilità; la pagina della zona precisa che ad agosto la ZTL non è attiva.

Testaccio, notturna. 23-3 il venerdì e il sabato, festivi esclusi.

La sosta: gratis, senza contrassegno

Sulla sosta Roma non ha cambiato nulla, e la pagina di Roma Mobilità aggiornata al 17 giugno 2026 lo dice in una frase: i veicoli a trazione elettrica o ibrida «possono liberamente e gratuitamente sostare all’interno delle aree tariffate previa registrazione» della targa, da effettuare in autonomia dallo sportello online con SPID o CIE. Vale anche per i veicoli GPL più ibrida.

Due dettagli pratici. Non serve alcun contrassegno: «non viene rilasciato un contrassegno cartaceo ma il personale di controllo è in grado di verificare il diritto alla sosta gratuita» dalla targa. E per chi aveva già registrato la targa per l’accesso in ZTL, quella registrazione è esattamente ciò che dal 1º luglio continua a valere: la sosta.

Roma Capitale, nella nota che annuncia la riforma, lo elenca fra ciò che resta: «altre misure di sostegno alla mobilità elettrica, come le agevolazioni legate alle domeniche ecologiche e la gratuità della sosta sulle strisce blu». Sui veicoli mild hybrid alcune testate hanno riportato una fine della gratuità dal 1º luglio: la pagina ufficiale sulla sosta, alla data del suo ultimo aggiornamento, parla ancora genericamente di veicoli «alimentati parzialmente in elettrico», e non abbiamo trovato un atto che dica diversamente. Se guidi una mild hybrid, è il punto da verificare allo sportello.

Perché Roma lo ha fatto

Le due note ufficiali non nascondono la ragione, e i numeri sono loro. I veicoli elettrici già autorizzati all’accesso in ZTL erano «circa 75.000 e in costante aumento». Le immatricolazioni di elettriche sono «cresciute del 350% in quattro anni». Le auto elettriche erano diventate quelle che effettuano «il maggior numero di accessi in centro storico dopo i mezzi del trasporto pubblico», con un’incidenza «rilevante sulla limitata disponibilità di spazi e di parcheggi», alterando «la funzione originaria delle ZTL come strumento di tutela del centro storico e della sua vivibilità».

Gli obiettivi dichiarati sono quattro: gestire la crescita dei veicoli autorizzati, ridurre la congestione nelle ZTL, migliorare la disponibilità di sosta per gli autorizzati, mantenere un accesso regolato con tariffe agevolate per categorie specifiche. Roma Capitale aggiunge che la misura è «in linea con quanto già deciso da molte grandi capitali europee».

È lo stesso argomento, quasi parola per parola, che abbiamo trovato a Brescia per la fine della sosta gratuita e a Napoli per il tetto di 1.500 autorizzazioni: un’agevolazione pensata per poche centinaia di veicoli non regge quando i veicoli sono decine di migliaia. Roma è solo la città in cui il numero è più grande.

Cosa fare, in ordine

Se sei residente o domiciliato in una ZTL. Chiedi il nuovo permesso con la procedura ordinaria. Se sei residente è gratuito; se sei domiciliato, guarda in quale ZTL: gratis a San Lorenzo e Testaccio, 500 euro a Trastevere, 1.000 in Centro Storico.

Se rientri in una categoria della tabella. Cerca la tua riga prima di fare conti: artigiano con laboratorio, medico convenzionato, attività terziaria con posto auto e le altre hanno importi propri, da zero a mille.

Se non rientri in nessuna categoria. Il permesso costa 1.000 euro l’anno più 32 di bolli. Prima di pagarlo, fai il conto degli accessi in orario ZTL che fai davvero: fuori dagli orari attivi il varco non sanziona nessuno, e la notturna del Centro Storico ad agosto non esiste.

Se hai solo registrato la targa. Hai la sosta gratuita, non l’accesso. Non entrare in ZTL in orario attivo contando sulla registrazione.

In ogni caso. Conserva la conferma del permesso con la data di validità: i permessi chiesti fra il 16 e il 30 giugno valgono dal 1º luglio, non dal giorno del rilascio. Se arriva una multa, i passaggi sono in come contestare una multa ZTL; per la Fascia Verde, che è un’altra cosa e non tocca le elettriche, vedi cos’è la Fascia Verde di Roma.

Fonti di questa guida

Conclusioni

Roma ha fatto in un atto ciò che altre città stanno facendo a pezzi: ha separato l’entrare dal parcheggiare, e ha messo un prezzo sul primo lasciando gratis il secondo. Per chi vive in una ZTL non cambia quasi nulla. Per chi ci arriva da fuori con un’elettrica cambia tutto, e il numero da tenere a mente non è mille euro ma 75.000: il punto in cui un’agevolazione smette di essere un incentivo e diventa un ingorgo.

La lezione, per chi decide oggi, è quella che questa serie di guide ripete da Brescia in poi: l’accesso al centro non è una proprietà dell’auto elettrica, è una scelta del Comune, e le scelte si rifanno quando i numeri cambiano. La sosta gratuita romana esiste ancora, la registrazione della targa esiste ancora, e nessuna delle due apre più un varco. Se il tuo motivo per comprare un’elettrica era entrare a Roma, dal 1º luglio 2026 quel motivo costa mille euro l’anno, oppure non c’è più.

Domande frequenti

Quanto costa il permesso ZTL per un'auto elettrica a Roma dal 1º luglio 2026?
Dipende dalla categoria. Chi non ha diritto al permesso ZTL ordinario — cioè non è residente, domiciliato né rientra in una delle categorie previste — può comunque accedere richiedendo un permesso annuale da 1.000 euro. La tabella pubblicata da Roma Mobilità fissa importi per categoria: 1.000 euro per gran parte di quelle professionali e istituzionali, 500 per le attività terziarie in ZTL con posto auto, gratuito per residenti, artigiani con laboratorio in ZTL (primo permesso), medici convenzionati, transito scolastico e lavoratori notturni. A tutti gli importi si aggiungono due marche da bollo virtuali da 16 euro.
Sono residente in ZTL con un'elettrica: pago?
No. Nella tabella dei permessi per veicoli elettrici o a idrogeno il primo, il secondo e il terzo permesso dei residenti sono gratuiti in tutte le ZTL. C'è però una differenza di durata: a San Lorenzo e Testaccio i permessi residenti valgono cinque anni, ma per un veicolo elettrico o a idrogeno valgono un anno. A Centro Storico e Trastevere valgono un anno per tutti. I residenti con ISEE del nucleo inferiore a 15.000 euro hanno il primo permesso gratuito per cinque anni.
E i domiciliati?
È la categoria in cui la ZTL fa la differenza. Per un domiciliato con auto elettrica il permesso è gratuito a San Lorenzo e Testaccio, costa 500 euro a Trastevere e 1.000 euro in Centro Storico. Prima del 1º luglio 2026 un domiciliato con un'elettrica entrava gratis ovunque, registrando la targa: è una delle categorie per cui la riforma pesa di più.
Ho registrato la targa online prima di luglio: vale ancora?
Vale, ma per un'altra cosa. Roma Mobilità scrive che la registrazione della targa effettuata tramite lo sportello online «resta valida fino al 30 giugno 2026», e che dal 1º luglio «la sola registrazione della targa non consentirà più l'accesso alle ZTL» e «sarà valida solo come autorizzazione per la sosta gratuita nelle aree tariffate». Dal 9 aprile 2026 è stato avviato il procedimento che trasforma le vecchie autorizzazioni all'accesso in autorizzazioni alla sola sosta. Per continuare a entrare in ZTL serve il nuovo permesso.
La sosta sulle strisce blu resta gratuita?
Sì. La pagina di Roma Mobilità sulla sosta su strada, aggiornata il 17 giugno 2026, dice che i veicoli a trazione elettrica o ibrida «possono liberamente e gratuitamente sostare all'interno delle aree tariffate previa registrazione» della targa, da fare online con SPID o CIE. Non viene rilasciato alcun contrassegno: il personale di controllo verifica il diritto dalla targa. La stessa regola vale per i veicoli GPL più ibrida. Roma Capitale, nella nota sulla riforma, elenca la gratuità della sosta fra le misure di sostegno all'elettrico che restano in vigore.
Quali sono le ZTL di Roma e quando sono attive?
Roma Mobilità ne conta cinque. Centro Storico: 6.30-18 dal lunedì al venerdì, 14-18 il sabato, più la notturna 23-3 il venerdì e il sabato, non attiva in agosto. Tridente A1: 6.30-19 dal lunedì al venerdì, 10-19 il sabato, e vale anche per moto e ciclomotori. Trastevere: diurna 6.30-10 dal lunedì al sabato; notturna 21.30-3 il venerdì e il sabato, e da maggio a ottobre anche mercoledì e giovedì. San Lorenzo notturna: 21.30-3 dal mercoledì al sabato, non attiva in agosto. Testaccio notturna: 23-3 il venerdì e il sabato. Festivi esclusi salvo dove indicato.
Chi resta esente dal nuovo permesso?
Roma Mobilità elenca le categorie che con veicoli elettrici o a idrogeno continuano ad accedere come prima: taxi, NCC, forze di polizia in servizio di ordine pubblico con targhe non civili, titolari di CUDE con targhe segnalate nell'elenco dei mezzi associati, mezzi di soccorso o emergenza con scritte identificative e targhe segnalate, servizi di car sharing secondo il regolamento di settore, e motocicli, ciclomotori e quadricicli per l'ingresso nella ZTL Centro Storico. Per il Tridente A1 resta l'obbligo di segnalare prima la targa.
Perché Roma ha tolto la gratuità?
Lo spiegano le note ufficiali: i veicoli elettrici già autorizzati all'accesso in ZTL erano circa 75.000 e in costante aumento, con immatricolazioni cresciute del 350% in quattro anni, e le elettriche erano diventate il secondo gruppo di veicoli per ingressi in centro dopo il trasporto pubblico. Roma Capitale parla di congestione, riduzione degli spazi di sosta e alterazione della «funzione originaria delle ZTL come strumento di tutela del centro storico». È lo stesso ragionamento che Brescia ha usato per la sosta e Napoli per il tetto di 1.500 autorizzazioni.

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