Roma è la città che nel 2026 ha reso vecchio, in un giorno, quasi tutto ciò che si leggeva sulle auto elettriche e le ZTL. Fino al 30 giugno un’elettrica registrava la targa online ed entrava gratis in tutte le zone a traffico limitato della capitale. Dal 1º luglio 2026 quella registrazione apre ancora qualcosa — le strisce blu, gratis — ma non i varchi: per quelli serve un permesso, e per chi non rientra in una categoria con diritto costa mille euro l’anno.
La versione precedente di questa guida raccontava il cambio ma non i numeri, perché al 23 agosto non avevamo trovato una tabella ufficiale da citare. Ora c’è: Roma Mobilità ha pubblicato gli importi categoria per categoria, e li riportiamo tutti, con la data.
Cosa è cambiato il 1º luglio, esattamente
Il provvedimento è la deliberazione della Giunta Capitolina n. 63 del 27 febbraio 2026, e Roma Mobilità — la società che rilascia i permessi — lo riassume in due frecce: «Non sarà più possibile accedere gratuitamente solo perché il veicolo è a basse emissioni» e «Viene quindi superato l’attuale sistema di accesso libero senza contrassegno».
Il nuovo permesso riguarda autovetture, autocarri e mezzi equipollenti a trazione esclusivamente elettrica o a idrogeno, posseduti in proprietà oppure utilizzati in usufrutto, locazione, noleggio a lungo termine o nelle forme previste dall’art. 94, comma 4-bis del Codice della Strada. È annuale — cinque anni solo per alcune tipologie di permessi residenti — e vale per tutte le ZTL di Roma Capitale.
Le tappe, come le ha scritte Roma Mobilità:
- fino al 30 giugno 2026: regole precedenti, accesso gratuito per i veicoli elettrici e a idrogeno registrati online;
- dal 16 giugno: si può chiedere il nuovo permesso; quelli rilasciati fra il 16 e il 30 giugno valgono dal 1º luglio;
- dal 1º luglio 2026: il permesso è obbligatorio per accedere e circolare in ZTL.
Chi aveva già diritto al permesso ZTL «ordinario» — residenti, domiciliati e le altre categorie — lo richiede con le modalità di sempre. Gli altri passano dallo sportello online con SPID o CIE.
Gli importi, categoria per categoria
La tabella «Importo permesso per autovettura, autocarro o mezzo equipollente, elettrico o ad idrogeno» pubblicata da Roma Mobilità è lunga, e conviene leggerla per gruppi.
Gratuito, un anno. Residenti, primo, secondo e terzo permesso, in tutte le ZTL. Artigiani con laboratorio in ZTL, primo permesso. Medici convenzionati. Operatori in pronta disponibilità. Transito scolastico. Lavoratori notturni con settore e orario. Plafond delle forze di polizia, vigili del fuoco, Prefettura, Presidenza della Repubblica, Vaticano.
Gratuito, cinque anni. Residenti con primo permesso e ISEE del nucleo familiare inferiore a 15.000 euro.
500 euro. Attività terziarie ubicate in ZTL con posto auto, permesso di transito. Domiciliati in ZTL Trastevere.
1.000 euro. Domiciliati in ZTL Centro Storico. Artigiani, secondo permesso. Autofficine in ZTL. Alberghi con settore. Rappresentanti di commercio, trasporto valori, vigilanza, giornalisti free lance, sistema dell’informazione, banche e assicurazioni, organi costituzionali, enti pubblici, partiti, associazioni imprenditoriali, sindacati, ordini professionali, servizi tecnologici, ambasciate, amministrazione centrale, sistema giurisdizionale, autonomie locali, ASL e ospedali, Banca d’Italia, università e ricerca. E, come riga di chiusura, chiunque non abbia diritto al permesso ordinario: 1.000 euro con validità annuale.
Autocarri per Centro Storico e Trastevere. 75 euro per 50 giornate di ingresso, 150 per 100, 300 per 200, 360 per un anno.
A tutti gli importi vanno aggiunte due marche da bollo virtuali da 16 euro, pagate insieme al permesso.
Un confronto che Roma Capitale fa nella propria nota rende l’idea del «regime di favore» mantenuto: il permesso elettrico costa 1.000 euro «per i veicoli che ad alimentazione tradizionale pagherebbero 2.016», e 500 «per quanti con un’auto non elettrica pagherebbero 1.016 euro e 781 con un’auto ibrida». Circa la metà, quindi. Ma la metà di duemila resta mille.
La registrazione della targa: cosa apre ancora
Questo è il passaggio su cui più persone rischiano una multa nell’estate 2026, perché la vecchia abitudine è ancora nelle mani. Roma Mobilità lo scrive in un riquadro con il punto esclamativo:
«Dal 1° luglio 2026: la sola registrazione della targa non consentirà più l’accesso alle ZTL. La registrazione sarà valida solo come autorizzazione per la sosta gratuita nelle aree tariffate (strisce blu). Per continuare ad accedere nelle ZTL sarà necessario richiedere, a partire dal 16 giugno, il nuovo permesso annuale a pagamento.»
E il passaggio amministrativo che lo rende definitivo: «A decorrere dal 9 aprile 2026 è stato avviato il procedimento di modifica dell’autorizzazione all’accesso nelle ZTL delle autovetture, autocarri o mezzi equipollenti a trazione esclusivamente elettrica o a idrogeno in autorizzazione alla sola sosta gratuita nelle aree tariffate». Le vecchie autorizzazioni non sono state cancellate: sono state convertite in qualcosa di più piccolo.
Per chi aveva registrato la targa anni fa e non ha più aperto lo sportello online, la conseguenza è concreta: la targa è ancora nel sistema, e proprio per questo il varco la riconosce — come veicolo autorizzato a parcheggiare, non a passare.
Chi non deve chiedere nulla
Roma Mobilità elenca le categorie che, con veicoli elettrici o a idrogeno, continuano ad accedere «come nella precedente regolamentazione»:
- taxi e NCC;
- forze di polizia in servizio di ordine pubblico, escluse le targhe civili;
- titolari di permesso CUDE in corso di validità, con le targhe segnalate nell’elenco dei mezzi associati;
- mezzi di soccorso o emergenza con scritte identificative, con targhe segnalate tramite il servizio online;
- servizi di car sharing, secondo il regolamento di settore;
- motocicli, ciclomotori e quadricicli per l’ingresso nella ZTL Centro Storico. Per il Tridente A1 resta l’obbligo di segnalare prima la targa.
L’ultima riga merita una nota: nel Centro Storico le due ruote elettriche non hanno mai avuto bisogno di nulla, e continuano così; nel Tridente A1, dove anche moto e ciclomotori sono soggetti alla ZTL, quelle a trazione esclusivamente elettrica entrano previa registrazione della targa.
Le cinque ZTL e i loro orari
Roma Mobilità conta cinque zone a traffico limitato, e gli orari — letti sulla pagina «ZTL in centro» — non si somigliano quasi mai.
Centro Storico. Diurna: 6.30-18 dal lunedì al venerdì, 14-18 il sabato. Notturna: 23-3 il venerdì e il sabato. Festivi esclusi. Ad agosto la notturna non è attiva. Moto e ciclomotori entrano sempre.
Tridente (A1). 6.30-19 dal lunedì al venerdì, 10-19 il sabato, festivi esclusi. È l’unica ZTL romana interdetta anche a motocicli e ciclomotori non autorizzati. Dal 7 settembre al 7 dicembre 2026 è in vigore una nuova disciplina sperimentale per il carico e scarico merci nel Tridente e nelle aree limitrofe.
Trastevere. Diurna: 6.30-10 dal lunedì al sabato, festivi esclusi. Notturna: 21.30-3 il venerdì e il sabato, anche se festivi, e da maggio a ottobre anche il mercoledì e il giovedì, con limite di velocità a 30 km/h.
San Lorenzo, notturna. 21.30-3 dal mercoledì al sabato, secondo la pagina degli orari di Roma Mobilità; la pagina della zona precisa che ad agosto la ZTL non è attiva.
Testaccio, notturna. 23-3 il venerdì e il sabato, festivi esclusi.
La sosta: gratis, senza contrassegno
Sulla sosta Roma non ha cambiato nulla, e la pagina di Roma Mobilità aggiornata al 17 giugno 2026 lo dice in una frase: i veicoli a trazione elettrica o ibrida «possono liberamente e gratuitamente sostare all’interno delle aree tariffate previa registrazione» della targa, da effettuare in autonomia dallo sportello online con SPID o CIE. Vale anche per i veicoli GPL più ibrida.
Due dettagli pratici. Non serve alcun contrassegno: «non viene rilasciato un contrassegno cartaceo ma il personale di controllo è in grado di verificare il diritto alla sosta gratuita» dalla targa. E per chi aveva già registrato la targa per l’accesso in ZTL, quella registrazione è esattamente ciò che dal 1º luglio continua a valere: la sosta.
Roma Capitale, nella nota che annuncia la riforma, lo elenca fra ciò che resta: «altre misure di sostegno alla mobilità elettrica, come le agevolazioni legate alle domeniche ecologiche e la gratuità della sosta sulle strisce blu». Sui veicoli mild hybrid alcune testate hanno riportato una fine della gratuità dal 1º luglio: la pagina ufficiale sulla sosta, alla data del suo ultimo aggiornamento, parla ancora genericamente di veicoli «alimentati parzialmente in elettrico», e non abbiamo trovato un atto che dica diversamente. Se guidi una mild hybrid, è il punto da verificare allo sportello.
Perché Roma lo ha fatto
Le due note ufficiali non nascondono la ragione, e i numeri sono loro. I veicoli elettrici già autorizzati all’accesso in ZTL erano «circa 75.000 e in costante aumento». Le immatricolazioni di elettriche sono «cresciute del 350% in quattro anni». Le auto elettriche erano diventate quelle che effettuano «il maggior numero di accessi in centro storico dopo i mezzi del trasporto pubblico», con un’incidenza «rilevante sulla limitata disponibilità di spazi e di parcheggi», alterando «la funzione originaria delle ZTL come strumento di tutela del centro storico e della sua vivibilità».
Gli obiettivi dichiarati sono quattro: gestire la crescita dei veicoli autorizzati, ridurre la congestione nelle ZTL, migliorare la disponibilità di sosta per gli autorizzati, mantenere un accesso regolato con tariffe agevolate per categorie specifiche. Roma Capitale aggiunge che la misura è «in linea con quanto già deciso da molte grandi capitali europee».
È lo stesso argomento, quasi parola per parola, che abbiamo trovato a Brescia per la fine della sosta gratuita e a Napoli per il tetto di 1.500 autorizzazioni: un’agevolazione pensata per poche centinaia di veicoli non regge quando i veicoli sono decine di migliaia. Roma è solo la città in cui il numero è più grande.
Cosa fare, in ordine
Se sei residente o domiciliato in una ZTL. Chiedi il nuovo permesso con la procedura ordinaria. Se sei residente è gratuito; se sei domiciliato, guarda in quale ZTL: gratis a San Lorenzo e Testaccio, 500 euro a Trastevere, 1.000 in Centro Storico.
Se rientri in una categoria della tabella. Cerca la tua riga prima di fare conti: artigiano con laboratorio, medico convenzionato, attività terziaria con posto auto e le altre hanno importi propri, da zero a mille.
Se non rientri in nessuna categoria. Il permesso costa 1.000 euro l’anno più 32 di bolli. Prima di pagarlo, fai il conto degli accessi in orario ZTL che fai davvero: fuori dagli orari attivi il varco non sanziona nessuno, e la notturna del Centro Storico ad agosto non esiste.
Se hai solo registrato la targa. Hai la sosta gratuita, non l’accesso. Non entrare in ZTL in orario attivo contando sulla registrazione.
In ogni caso. Conserva la conferma del permesso con la data di validità: i permessi chiesti fra il 16 e il 30 giugno valgono dal 1º luglio, non dal giorno del rilascio. Se arriva una multa, i passaggi sono in come contestare una multa ZTL; per la Fascia Verde, che è un’altra cosa e non tocca le elettriche, vedi cos’è la Fascia Verde di Roma.
Fonti di questa guida
- Roma Servizi per la Mobilità — Accesso in ZTL di autoveicoli elettrici o a idrogeno: novità dal 1° luglio 2026 — la delibera 63/2026, le tappe, i 1.000 euro per chi non ha diritto al permesso ordinario, la conversione della registrazione in sola sosta e l’elenco degli esenti; aggiornata l’8 giugno 2026
- Roma Servizi per la Mobilità — tabella degli importi dei permessi per veicoli elettrici o a idrogeno (PDF) — gli importi e le durate categoria per categoria, e la nota sulle due marche da bollo
- Roma Capitale — Dal 1° luglio permesso ZTL a pagamento per i veicoli elettrici — le ragioni della riforma, il confronto con le tariffe dei veicoli termici e le categorie gratuite
- Roma Capitale — ZTL veicoli elettrici o a idrogeno, le novità sull’accesso — chi deve richiedere il permesso e come
- Roma Servizi per la Mobilità — ZTL in centro — le cinque ZTL con orari, eccezioni per moto, agosto e la disciplina sperimentale del Tridente
- Roma Servizi per la Mobilità — ZTL, tutti gli orari — la mini guida agli orari, compresa la notturna di San Lorenzo
- Roma Servizi per la Mobilità — Sosta tariffata nelle strisce blu — la sosta gratuita per elettriche e ibride previa registrazione, senza contrassegno; aggiornata il 17 giugno 2026
- Art. 7 del Codice della Strada — la base statale delle ZTL, comma 9 sul pagamento di una somma e comma 9-bis sui veicoli elettrici
Conclusioni
Roma ha fatto in un atto ciò che altre città stanno facendo a pezzi: ha separato l’entrare dal parcheggiare, e ha messo un prezzo sul primo lasciando gratis il secondo. Per chi vive in una ZTL non cambia quasi nulla. Per chi ci arriva da fuori con un’elettrica cambia tutto, e il numero da tenere a mente non è mille euro ma 75.000: il punto in cui un’agevolazione smette di essere un incentivo e diventa un ingorgo.
La lezione, per chi decide oggi, è quella che questa serie di guide ripete da Brescia in poi: l’accesso al centro non è una proprietà dell’auto elettrica, è una scelta del Comune, e le scelte si rifanno quando i numeri cambiano. La sosta gratuita romana esiste ancora, la registrazione della targa esiste ancora, e nessuna delle due apre più un varco. Se il tuo motivo per comprare un’elettrica era entrare a Roma, dal 1º luglio 2026 quel motivo costa mille euro l’anno, oppure non c’è più.
Domande frequenti
Quanto costa il permesso ZTL per un'auto elettrica a Roma dal 1º luglio 2026?
Sono residente in ZTL con un'elettrica: pago?
E i domiciliati?
Ho registrato la targa online prima di luglio: vale ancora?
La sosta sulle strisce blu resta gratuita?
Quali sono le ZTL di Roma e quando sono attive?
Chi resta esente dal nuovo permesso?
Perché Roma ha tolto la gratuità?
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