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ZTL a Trieste, Brescia e Bergamo: tre città, tre risposte opposte

A Brescia serve un permesso «gratuito» che costa 32 euro di bollo, e dal 1º agosto 2026 non copre più le strisce blu. A Bergamo il permesso non serve, ma devi comunicare la targa. A Trieste per l'accesso non è previsto nulla, mentre alla sosta la prima ora è gratis dal 2015. Tre regimi verificati uno per uno.

· Aggiornato il · 11 min di lettura
Copertina: «Tre città vicine, tre regole opposte» — Trieste, Brescia e Bergamo a confronto, con la data del 1º agosto 2026 in cui Brescia ha cambiato le regole

Trieste, Brescia e Bergamo distano poche ore di strada l’una dall’altra. Se guidi un’auto elettrica e le attraversi tutte e tre nello stesso viaggio, ti servono tre comportamenti diversi, e sbagliarne uno costa un verbale.

A Brescia ti serve un permesso che il Comune definisce gratuito e che ti fa versare 32 euro. A Bergamo il permesso non esiste, ma devi scrivere una mail. A Trieste per entrare non ti spetta nulla, mentre per parcheggiare hai un vantaggio che esiste dal 2015 e che quasi nessuno usa perché è nascosto dietro un tasto del parcometro.

E una delle tre regole è cambiata tre settimane fa.

Brescia: il permesso «gratuito» da 32 euro

Brescia ha un permesso dedicato alle auto elettriche, il contrassegno di tipo E. Si richiede online dal portale dei permessi ZTL del Comune, viene emesso in formato digitale e ha durata illimitata finché restano soddisfatte le condizioni per il rilascio: non c’è un rinnovo annuale da ricordare, che è già una differenza rispetto a molte altre città.

Il modulo di richiesta chiede tre cose:

Quei 32 euro sono la parte che sorprende chi legge in giro che il permesso è gratuito. Formalmente lo è: il Comune non chiede un corrispettivo per il titolo. I 32 euro servono «per l’assolvimento in forma virtuale all’obbligo di apposizione di n. 2 marche da bollo», due bolli da 16 euro. È un’imposta, non una tariffa. Dal punto di vista di chi paga, la distinzione è accademica.

Il permesso abilita il transito nelle ZTL, ma non nelle aree pedonali e a pedonalità privilegiata: Corso Zanardelli, Piazza Loggia e Piazza Paolo VI restano fuori. È l’errore classico di chi dà per scontato che un permesso ZTL apra tutto il centro. Non lo apre in nessuna città, e a Brescia le tre eccezioni hanno nomi precisi che conviene memorizzare.

Brescia: cosa è cambiato il 1º agosto 2026

Fino a luglio 2026 il permesso per auto elettrica di Brescia faceva tre cose: transito in ZTL, sosta gratuita sulle strisce gialle dentro la ZTL, e sosta gratuita sulle strisce blu, cioè i parcheggi a pagamento su strada regolamentati da parcometro.

Dal 1º agosto 2026 la terza è caduta. I permessi rilasciati ai veicoli alimentati esclusivamente a energia elettrica non consentono più la sosta gratuita sulle strisce blu, e chi li possiede paga la sosta secondo le modalità ordinarie. Restano il transito in ZTL e la sosta gratuita negli spazi riservati a residenti e autorizzati all’interno della ZTL.

Due dettagli danno la misura di come è avvenuto il cambiamento.

Il primo è il preavviso: l’annuncio di Brescia Mobilità è datato 29 luglio, per una modifica in vigore dal 1º agosto. Tre giorni. Chi aveva impostato le proprie abitudini di parcheggio su quel vantaggio se n’è accorto al parcometro.

Il secondo è il contesto: la variazione è arrivata insieme all’aggiornamento delle tariffe di sosta nelle aree a parcometro e nei parcheggi in struttura, anch’esso in vigore dal 1º agosto 2026 e presentato come il primo adeguamento tariffario dal 2014. Non è stata una misura isolata contro le elettriche, ma una revisione complessiva della sosta in cui l’esenzione delle BEV era diventata la voce più difficile da giustificare man mano che le BEV aumentavano.

Sul perché, il ragionamento dell’amministrazione è stato riportato dal Giornale di Brescia: l’esenzione era nata nel 2011, quando le immatricolazioni elettriche erano marginali, mentre oggi le auto elettriche in città sarebbero circa cinquemila, triplicate rispetto a cinque anni fa, al punto da entrare in conflitto con la rotazione degli stalli. È un argomento che ha una sua logica — un’agevolazione pensata per poche centinaia di veicoli funziona diversamente quando i veicoli sono migliaia — e che vale la pena conoscere, perché è lo stesso che altre città useranno quando arriverà il loro turno.

Bergamo: niente permesso, ma comunica la targa

Bergamo adotta una soluzione che non abbiamo trovato altrove in questa forma. I veicoli a propulsione totalmente elettrica rientrano nell’elenco di quelli che non necessitano del permesso di ZTL, ma che devono comunque comunicare il loro passaggio.

È una categoria intermedia, e capirla evita l’equivoco più costoso. «Non serve il permesso» viene letto come «puoi entrare e basta». Non è così: il varco legge la targa e la confronta con un elenco, e se la tua targa non è stata accreditata, per il sistema sei un accesso irregolare. L’assenza di un permesso formale non ti mette in quell’elenco; la comunicazione sì.

La procedura è semplice. Si chiede l’accredito della targa ad ATB Mobilità, la società che gestisce la ZTL per conto del Comune, scrivendo all’indirizzo dedicato agli accessi ZTL, oppure usando il servizio online «Comunicazione della targa di un veicolo a propulsione totalmente elettrica» sul sito del Comune.

C’è però una condizione che vale la pena leggere due volte: nella richiesta deve essere specificata la data del primo transito, purché non superiore a 120 ore da questo.

Il sistema ZTL di Bergamo è articolato e copre sia Città Alta sia il centro della città bassa, con più zone e orari diversi. La gestione amministrativa è di ATB, e lo sportello fisico riceve su appuntamento: se hai bisogno di parlare con qualcuno, mettilo in conto.

Bergamo: la sosta è un privilegio da residenti

Sull’accesso Bergamo è generosa. Sulla sosta è netta nel senso opposto, e la distinzione è la più importante di tutta questa guida per chi arriva da fuori.

Il Comune consente ai residenti con veicoli ad alimentazione totalmente elettrica di parcheggiare gratuitamente nelle aree di sosta a parcometro, a tre condizioni cumulative:

Il permesso ha validità di un anno e discende da un’ordinanza dirigenziale del gennaio 2025. Sui posti riservati ai residenti, le strisce gialle, ATB indica una tariffa ridotta del 50%.

Due conseguenze pratiche. La prima: se non sei residente a Bergamo, con un’auto elettrica identica a quella del tuo vicino paghi la sosta per intero. La seconda: le agevolazioni riguardano i veicoli totalmente elettrici, e per le ibride non è previsto nulla — l’opposto della scelta di Trieste, che vedremo fra poco.

Il contrassegno verde, poi, non è un’etichetta simbolica: è un documento da esporre. E il disco orario, che molti conducenti di auto elettriche non hanno mai comprato, qui è obbligatorio. Sono i due motivi più banali per cui un’agevolazione a cui hai diritto si trasforma in un verbale, e valgono anche altrove: la logica è sempre la stessa, e l’abbiamo raccontata in come registrare la targa per le ZTL.

Trieste: nulla all’ingresso, qualcosa al parcometro

Trieste è il caso che smonta l’aspettativa più diffusa, cioè che ogni città italiana riservi qualcosa alle elettriche.

Le ZTL triestine si dividono in due tipi: quelle di tipo A, riservate prevalentemente alla circolazione dei pedoni, e quelle di tipo B, riservate dalle 0.00 alle 24.00 dei giorni feriali prevalentemente alla sosta dei residenti. Per entrare serve un’autorizzazione, che si richiede dal portale del Comune rientrando in una delle categorie previste: residenza nella zona, proprietà di un garage o di un posto auto interno, attività con necessità di carico e scarico, servizi di assistenza, strutture ricettive.

Nell’elenco delle eccezioni pubblicato dalla Polizia Locale — cioè di chi non ha bisogno di autorizzazione e non deve comunicare nulla — compare una sola categoria: i possessori del contrassegno disabili. I veicoli elettrici non ci sono. Non è un’omissione da interpretare: è un elenco chiuso di una voce.

Il vantaggio triestino esiste, ma sta da un’altra parte e riguarda la sosta. Il concessionario Esatto applica la prima ora di parcheggio gratuita alle macchine elettriche ed elettrico/ibride negli stalli a pagamento delle zone tariffarie cittadine, la stessa agevolazione riconosciuta ai titolari di contrassegno disabili.

Il modo di ottenerla è la parte che quasi nessuno racconta correttamente, perché non passa da un’app:

Non serve alcuna registrazione preventiva, l’agevolazione è in vigore dalla fine del 2015 e — differenza sostanziale rispetto a Bergamo — vale anche per le ibride.

Cosa insegna il confronto

Messe una accanto all’altra, le tre città rispondono alla stessa domanda in tre modi che non hanno nulla in comune:

Accesso in ZTLSosta strisce bluIbride
Bresciapermesso tipo E, 32 € di bollonon più gratuita dal 1º ago 2026non previste
Bergamonessun permesso, targa da comunicaregratuita solo per i residentinon previste
Triestenessuna agevolazioneprima ora gratuita per tuttiincluse

Il motivo di tanta divergenza non è l’assenza di una regola nazionale. Una regola esiste: è l’art. 7, comma 9-bis del Codice della Strada, introdotto dalla legge di bilancio 2019, e dice che nel delimitare le ZTL i Comuni «consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida».

Il punto è che quella formula non produce l’effetto che la lettura immediata suggerisce. Il TAR Lazio ha stabilito che non attribuisce un diritto soggettivo di accesso, che non si applica alle ZTL istituite prima del 2019 — cioè quasi tutte quelle dei centri storici — e che i Comuni conservano il potere di contingentare. Abbiamo ricostruito la norma e la sua interpretazione in ZTL a Parma, Modena e Reggio Emilia, e il quadro generale è nella guida su ZTL e auto elettriche.

Da qui discendono due conclusioni che valgono ben oltre queste tre città.

L’agevolazione non è una proprietà dell’auto. È un atto amministrativo locale, con una data di inizio e, potenzialmente, una data di fine. Brescia lo ha appena dimostrato: la stessa auto, lo stesso permesso, e da un giorno all’altro un vantaggio in meno.

Accesso e sosta sono due cose separate, e le città le trattano in modo indipendente. Brescia dà l’accesso e ha tolto la sosta; Trieste nega l’accesso e concede la sosta; Bergamo dà l’accesso a tutti e la sosta solo ai suoi residenti. Chiedere «Bergamo è favorevole alle elettriche?» non ha una risposta: dipende da quale delle due cose ti serve.

Cosa fare prima di partire

Se vai a Brescia. Richiedi il permesso dal portale con anticipo, mettendo in conto i 32 euro e il tempo di istruttoria. Non contare più sulle strisce blu: paga la sosta o punta ai parcheggi in struttura. E tieni presente che Corso Zanardelli, Piazza Loggia e Piazza Paolo VI restano vietati anche con il permesso.

Se vai a Bergamo. Manda la comunicazione della targa ad ATB indicando la data del primo transito, e fallo prima di partire: la finestra di 120 ore è una rete di sicurezza, non un piano. Se non sei residente, calcola la sosta a tariffa piena.

Se vai a Trieste. Non dare per scontato di poter entrare in ZTL: verifica se rientri in una delle categorie autorizzate e, se non ci rientri, parcheggia fuori. Al parcometro cerca il tasto «tariffa» e tieni in auto una fotocopia della carta di circolazione con i dati personali oscurati e la targa leggibile: senza quella, il ticket agevolato non basta.

In tutti e tre i casi. Conserva la ricevuta della richiesta o della comunicazione. È il documento che ribalta la situazione se il varco non ti riconosce, e senza il quale un ricorso parte in salita: le vie per contestare, con i relativi termini, sono in come contestare una multa ZTL.

Fonti di questa guida

Conclusioni

Se dovessimo indicare una sola cosa da portarsi via da questo confronto, sarebbe la data del 1º agosto 2026. Non perché Brescia sia più importante di Trieste o di Bergamo, ma perché quel giorno ha reso visibile una cosa che di solito resta implicita: il vantaggio dell’auto elettrica in città non è un diritto che viaggia con il veicolo, è una concessione che ogni Comune decide da sé e che può ritirare con un annuncio di tre giorni.

Questo non è un argomento contro l’elettrico. È un argomento contro il modo in cui viene raccontato — «entra gratis ovunque, parcheggia gratis ovunque» — che a Trieste è falso sull’accesso, a Bergamo è falso sulla sosta se non ci abiti, e a Brescia è diventato falso sulle strisce blu da tre settimane. La cosa utile da fare, prima di ogni città nuova, resta la più noiosa: aprire la pagina del Comune, leggere cosa vale oggi, e conservare la ricevuta di ciò che hai richiesto.

Domande frequenti

A Brescia il permesso per l'auto elettrica è gratuito?
Il permesso in sé viene rilasciato senza corrispettivo, ma per ottenerlo devi allegare l'attestazione di un versamento di 32 euro tramite PagoPA, che copre in forma virtuale l'obbligo di due marche da bollo da 16 euro. È scritto nel modulo di richiesta del Comune. Quindi «gratuito» è corretto sul piano formale e fuorviante sul piano pratico: dal portafoglio escono 32 euro.
Cosa è cambiato a Brescia il 1º agosto 2026?
I permessi rilasciati ai veicoli esclusivamente elettrici non consentono più la sosta gratuita nei parcheggi a pagamento su strada regolamentati da parcometro, cioè le strisce blu. Restano il transito in ZTL e la sosta gratuita negli spazi riservati a residenti e autorizzati, le strisce gialle, all'interno della ZTL. La variazione è stata annunciata da Brescia Mobilità il 29 luglio 2026 ed è arrivata insieme al primo aggiornamento delle tariffe di sosta dal 2014.
A Bergamo serve un permesso per entrare in ZTL con un'auto elettrica?
No, e questa è la particolarità di Bergamo. I veicoli a propulsione totalmente elettrica rientrano fra quelli che non necessitano del permesso ZTL ma devono comunque comunicare il loro passaggio. La comunicazione si fa chiedendo l'accredito della targa ad ATB Mobilità. Non è una formalità trascurabile: senza accredito la targa non risulta fra quelle autorizzate quando il varco la legge.
Entro quando devo comunicare la targa a Bergamo?
La richiesta deve indicare la data del primo transito, purché non superiore a 120 ore da questo. Sono cinque giorni, ed è una finestra insolitamente generosa: in molte altre città il permesso deve esistere prima del passaggio e l'inserimento retroattivo non è ammesso. Non è però un invito ad aspettare: cinque giorni passano in fretta e la finestra si conta dal transito, non da quando ricevi la multa.
A Bergamo posso parcheggiare gratis sulle strisce blu con un'auto elettrica?
Solo se sei residente nel Comune di Bergamo. L'agevolazione richiede di esporre un contrassegno verde identificativo del mezzo, indicare l'orario di arrivo con il disco orario e non superare il periodo massimo di sosta indicato dalla segnaletica di zona. Il permesso dura un anno. Chi arriva da fuori non ne ha diritto, anche con un'auto identica.
A Trieste le auto elettriche entrano gratis in ZTL?
No. Le eccezioni all'obbligo di autorizzazione elencate dalla Polizia Locale di Trieste sono una sola categoria, i possessori del contrassegno disabili, e i veicoli elettrici non compaiono. Per entrare serve rientrare in una delle categorie ordinarie previste dal Comune — residenza nella zona, garage, attività — esattamente come per un'auto a benzina.
Cosa offre allora Trieste alle auto elettriche?
Riguarda la sosta, non l'accesso. Il concessionario Esatto applica la prima ora di parcheggio gratuita alle macchine elettriche ed elettrico/ibride negli stalli a pagamento delle zone tariffarie cittadine. Si ottiene al parcometro premendo il tasto «tariffa» fino a far comparire «tariffa agevolata», e va esposta la carta di circolazione insieme al ticket. Non serve alcuna registrazione preventiva, e vale anche per le ibride: una scelta opposta a quella di Bergamo.
Perché tre città così vicine hanno regole tanto diverse?
Non perché manchi una norma nazionale: l'art. 7, comma 9-bis del Codice della Strada dice che nel delimitare le ZTL i Comuni «consentono, in ogni caso, l'accesso libero» ai veicoli elettrici o ibridi. Ma il TAR Lazio ha chiarito che quella formula non crea un diritto soggettivo di accesso e non riguarda le ZTL istituite prima del 2019, cioè quasi tutte quelle dei centri storici. Nei fatti la scelta resta comunale, e l'agevolazione non è una proprietà dell'auto ma un atto amministrativo locale, revocabile. Brescia lo ha appena dimostrato togliendo le strisce blu con un preavviso di tre giorni.

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