Trieste, Brescia e Bergamo distano poche ore di strada l’una dall’altra. Se guidi un’auto elettrica e le attraversi tutte e tre nello stesso viaggio, ti servono tre comportamenti diversi, e sbagliarne uno costa un verbale.
A Brescia ti serve un permesso che il Comune definisce gratuito e che ti fa versare 32 euro. A Bergamo il permesso non esiste, ma devi scrivere una mail. A Trieste per entrare non ti spetta nulla, mentre per parcheggiare hai un vantaggio che esiste dal 2015 e che quasi nessuno usa perché è nascosto dietro un tasto del parcometro.
E una delle tre regole è cambiata tre settimane fa.
Brescia: il permesso «gratuito» da 32 euro
Brescia ha un permesso dedicato alle auto elettriche, il contrassegno di tipo E. Si richiede online dal portale dei permessi ZTL del Comune, viene emesso in formato digitale e ha durata illimitata finché restano soddisfatte le condizioni per il rilascio: non c’è un rinnovo annuale da ricordare, che è già una differenza rispetto a molte altre città.
Il modulo di richiesta chiede tre cose:
- fotocopia della carta di circolazione del veicolo, fronte e retro;
- fotocopia della carta d’identità, fronte e retro;
- attestazione di versamento tramite PagoPA di 32,00 euro al Comune di Brescia.
Quei 32 euro sono la parte che sorprende chi legge in giro che il permesso è gratuito. Formalmente lo è: il Comune non chiede un corrispettivo per il titolo. I 32 euro servono «per l’assolvimento in forma virtuale all’obbligo di apposizione di n. 2 marche da bollo», due bolli da 16 euro. È un’imposta, non una tariffa. Dal punto di vista di chi paga, la distinzione è accademica.
Il permesso abilita il transito nelle ZTL, ma non nelle aree pedonali e a pedonalità privilegiata: Corso Zanardelli, Piazza Loggia e Piazza Paolo VI restano fuori. È l’errore classico di chi dà per scontato che un permesso ZTL apra tutto il centro. Non lo apre in nessuna città, e a Brescia le tre eccezioni hanno nomi precisi che conviene memorizzare.
Brescia: cosa è cambiato il 1º agosto 2026
Fino a luglio 2026 il permesso per auto elettrica di Brescia faceva tre cose: transito in ZTL, sosta gratuita sulle strisce gialle dentro la ZTL, e sosta gratuita sulle strisce blu, cioè i parcheggi a pagamento su strada regolamentati da parcometro.
Dal 1º agosto 2026 la terza è caduta. I permessi rilasciati ai veicoli alimentati esclusivamente a energia elettrica non consentono più la sosta gratuita sulle strisce blu, e chi li possiede paga la sosta secondo le modalità ordinarie. Restano il transito in ZTL e la sosta gratuita negli spazi riservati a residenti e autorizzati all’interno della ZTL.
Due dettagli danno la misura di come è avvenuto il cambiamento.
Il primo è il preavviso: l’annuncio di Brescia Mobilità è datato 29 luglio, per una modifica in vigore dal 1º agosto. Tre giorni. Chi aveva impostato le proprie abitudini di parcheggio su quel vantaggio se n’è accorto al parcometro.
Il secondo è il contesto: la variazione è arrivata insieme all’aggiornamento delle tariffe di sosta nelle aree a parcometro e nei parcheggi in struttura, anch’esso in vigore dal 1º agosto 2026 e presentato come il primo adeguamento tariffario dal 2014. Non è stata una misura isolata contro le elettriche, ma una revisione complessiva della sosta in cui l’esenzione delle BEV era diventata la voce più difficile da giustificare man mano che le BEV aumentavano.
Sul perché, il ragionamento dell’amministrazione è stato riportato dal Giornale di Brescia: l’esenzione era nata nel 2011, quando le immatricolazioni elettriche erano marginali, mentre oggi le auto elettriche in città sarebbero circa cinquemila, triplicate rispetto a cinque anni fa, al punto da entrare in conflitto con la rotazione degli stalli. È un argomento che ha una sua logica — un’agevolazione pensata per poche centinaia di veicoli funziona diversamente quando i veicoli sono migliaia — e che vale la pena conoscere, perché è lo stesso che altre città useranno quando arriverà il loro turno.
Bergamo: niente permesso, ma comunica la targa
Bergamo adotta una soluzione che non abbiamo trovato altrove in questa forma. I veicoli a propulsione totalmente elettrica rientrano nell’elenco di quelli che non necessitano del permesso di ZTL, ma che devono comunque comunicare il loro passaggio.
È una categoria intermedia, e capirla evita l’equivoco più costoso. «Non serve il permesso» viene letto come «puoi entrare e basta». Non è così: il varco legge la targa e la confronta con un elenco, e se la tua targa non è stata accreditata, per il sistema sei un accesso irregolare. L’assenza di un permesso formale non ti mette in quell’elenco; la comunicazione sì.
La procedura è semplice. Si chiede l’accredito della targa ad ATB Mobilità, la società che gestisce la ZTL per conto del Comune, scrivendo all’indirizzo dedicato agli accessi ZTL, oppure usando il servizio online «Comunicazione della targa di un veicolo a propulsione totalmente elettrica» sul sito del Comune.
C’è però una condizione che vale la pena leggere due volte: nella richiesta deve essere specificata la data del primo transito, purché non superiore a 120 ore da questo.
Il sistema ZTL di Bergamo è articolato e copre sia Città Alta sia il centro della città bassa, con più zone e orari diversi. La gestione amministrativa è di ATB, e lo sportello fisico riceve su appuntamento: se hai bisogno di parlare con qualcuno, mettilo in conto.
Bergamo: la sosta è un privilegio da residenti
Sull’accesso Bergamo è generosa. Sulla sosta è netta nel senso opposto, e la distinzione è la più importante di tutta questa guida per chi arriva da fuori.
Il Comune consente ai residenti con veicoli ad alimentazione totalmente elettrica di parcheggiare gratuitamente nelle aree di sosta a parcometro, a tre condizioni cumulative:
- esporre un contrassegno di colore verde identificativo del mezzo;
- indicare l’orario d’arrivo tramite disco orario;
- non superare il periodo massimo di sosta indicato dalla segnaletica di zona.
Il permesso ha validità di un anno e discende da un’ordinanza dirigenziale del gennaio 2025. Sui posti riservati ai residenti, le strisce gialle, ATB indica una tariffa ridotta del 50%.
Due conseguenze pratiche. La prima: se non sei residente a Bergamo, con un’auto elettrica identica a quella del tuo vicino paghi la sosta per intero. La seconda: le agevolazioni riguardano i veicoli totalmente elettrici, e per le ibride non è previsto nulla — l’opposto della scelta di Trieste, che vedremo fra poco.
Il contrassegno verde, poi, non è un’etichetta simbolica: è un documento da esporre. E il disco orario, che molti conducenti di auto elettriche non hanno mai comprato, qui è obbligatorio. Sono i due motivi più banali per cui un’agevolazione a cui hai diritto si trasforma in un verbale, e valgono anche altrove: la logica è sempre la stessa, e l’abbiamo raccontata in come registrare la targa per le ZTL.
Trieste: nulla all’ingresso, qualcosa al parcometro
Trieste è il caso che smonta l’aspettativa più diffusa, cioè che ogni città italiana riservi qualcosa alle elettriche.
Le ZTL triestine si dividono in due tipi: quelle di tipo A, riservate prevalentemente alla circolazione dei pedoni, e quelle di tipo B, riservate dalle 0.00 alle 24.00 dei giorni feriali prevalentemente alla sosta dei residenti. Per entrare serve un’autorizzazione, che si richiede dal portale del Comune rientrando in una delle categorie previste: residenza nella zona, proprietà di un garage o di un posto auto interno, attività con necessità di carico e scarico, servizi di assistenza, strutture ricettive.
Nell’elenco delle eccezioni pubblicato dalla Polizia Locale — cioè di chi non ha bisogno di autorizzazione e non deve comunicare nulla — compare una sola categoria: i possessori del contrassegno disabili. I veicoli elettrici non ci sono. Non è un’omissione da interpretare: è un elenco chiuso di una voce.
Il vantaggio triestino esiste, ma sta da un’altra parte e riguarda la sosta. Il concessionario Esatto applica la prima ora di parcheggio gratuita alle macchine elettriche ed elettrico/ibride negli stalli a pagamento delle zone tariffarie cittadine, la stessa agevolazione riconosciuta ai titolari di contrassegno disabili.
Il modo di ottenerla è la parte che quasi nessuno racconta correttamente, perché non passa da un’app:
- al parcometro, premi il tasto «tariffa» finché non compare «tariffa agevolata»;
- premi «ticket/biglietto» ed esponilo sul cruscotto;
- accanto al ticket va esposta la carta di circolazione, anche in fotocopia, con i dati del proprietario oscurati purché resti leggibile il numero di targa;
- per soste oltre l’ora, si inseriscono le monete per il tempo eccedente e si stampa il biglietto.
Non serve alcuna registrazione preventiva, l’agevolazione è in vigore dalla fine del 2015 e — differenza sostanziale rispetto a Bergamo — vale anche per le ibride.
Cosa insegna il confronto
Messe una accanto all’altra, le tre città rispondono alla stessa domanda in tre modi che non hanno nulla in comune:
| Accesso in ZTL | Sosta strisce blu | Ibride | |
|---|---|---|---|
| Brescia | permesso tipo E, 32 € di bollo | non più gratuita dal 1º ago 2026 | non previste |
| Bergamo | nessun permesso, targa da comunicare | gratuita solo per i residenti | non previste |
| Trieste | nessuna agevolazione | prima ora gratuita per tutti | incluse |
Il motivo di tanta divergenza non è l’assenza di una regola nazionale. Una regola esiste: è l’art. 7, comma 9-bis del Codice della Strada, introdotto dalla legge di bilancio 2019, e dice che nel delimitare le ZTL i Comuni «consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida».
Il punto è che quella formula non produce l’effetto che la lettura immediata suggerisce. Il TAR Lazio ha stabilito che non attribuisce un diritto soggettivo di accesso, che non si applica alle ZTL istituite prima del 2019 — cioè quasi tutte quelle dei centri storici — e che i Comuni conservano il potere di contingentare. Abbiamo ricostruito la norma e la sua interpretazione in ZTL a Parma, Modena e Reggio Emilia, e il quadro generale è nella guida su ZTL e auto elettriche.
Da qui discendono due conclusioni che valgono ben oltre queste tre città.
L’agevolazione non è una proprietà dell’auto. È un atto amministrativo locale, con una data di inizio e, potenzialmente, una data di fine. Brescia lo ha appena dimostrato: la stessa auto, lo stesso permesso, e da un giorno all’altro un vantaggio in meno.
Accesso e sosta sono due cose separate, e le città le trattano in modo indipendente. Brescia dà l’accesso e ha tolto la sosta; Trieste nega l’accesso e concede la sosta; Bergamo dà l’accesso a tutti e la sosta solo ai suoi residenti. Chiedere «Bergamo è favorevole alle elettriche?» non ha una risposta: dipende da quale delle due cose ti serve.
Cosa fare prima di partire
Se vai a Brescia. Richiedi il permesso dal portale con anticipo, mettendo in conto i 32 euro e il tempo di istruttoria. Non contare più sulle strisce blu: paga la sosta o punta ai parcheggi in struttura. E tieni presente che Corso Zanardelli, Piazza Loggia e Piazza Paolo VI restano vietati anche con il permesso.
Se vai a Bergamo. Manda la comunicazione della targa ad ATB indicando la data del primo transito, e fallo prima di partire: la finestra di 120 ore è una rete di sicurezza, non un piano. Se non sei residente, calcola la sosta a tariffa piena.
Se vai a Trieste. Non dare per scontato di poter entrare in ZTL: verifica se rientri in una delle categorie autorizzate e, se non ci rientri, parcheggia fuori. Al parcometro cerca il tasto «tariffa» e tieni in auto una fotocopia della carta di circolazione con i dati personali oscurati e la targa leggibile: senza quella, il ticket agevolato non basta.
In tutti e tre i casi. Conserva la ricevuta della richiesta o della comunicazione. È il documento che ribalta la situazione se il varco non ti riconosce, e senza il quale un ricorso parte in salita: le vie per contestare, con i relativi termini, sono in come contestare una multa ZTL.
Fonti di questa guida
- Comune di Brescia — portale permessi ZTL — il portale operativo dove si presentano le domande, con la voce attiva «Permesso per auto elettrica – nuovo permesso»
- Comune di Brescia — modulo di richiesta del permesso per auto elettrica — l’elenco dei documenti necessari e i 32 euro di bollo virtuale, nel testo del modulo stesso
- Brescia Mobilità — variazioni per i proprietari di auto elettriche dal 1º agosto 2026 — l’annuncio del 29 luglio 2026 sulla fine della sosta gratuita sulle strisce blu
- Brescia Mobilità — aggiornamento delle tariffe di sosta dal 1º agosto 2026 — il contesto tariffario in cui è maturata la variazione, primo adeguamento dal 2014
- Giornale di Brescia — come cambia la sosta dal 1º agosto — il 31 luglio 2026 ha riportato le ragioni dell’amministrazione: l’esenzione risaliva al 2011 e le elettriche in città sarebbero oggi circa cinquemila
- Comune di Bergamo — circolare nelle zone a traffico limitato — l’elenco dei veicoli che non necessitano di permesso ma devono comunicare il passaggio, elettriche comprese
- Comune di Bergamo — comunicare le targhe per accedere alla ZTL — la procedura di accredito ad ATB Mobilità e il termine delle 120 ore dal primo transito
- Comune di Bergamo — permesso per sostare con veicoli elettrici — le tre condizioni per la sosta gratuita dei residenti e la validità annuale del contrassegno verde
- ATB Bergamo — tariffe di sosta e modalità di richiesta dei permessi ZTL — la riduzione del 50% sulle strisce gialle e l’esclusione delle ibride
- Polizia Locale di Trieste — come accedere a una ZTL — la distinzione fra ZTL di tipo A e di tipo B e l’elenco delle eccezioni, che non comprende i veicoli elettrici
- Esatto S.p.A. — prima ora di parcheggio gratis per disabili e auto verdi — la sequenza esatta al parcometro e l’obbligo di esporre la carta di circolazione
- Comune di Trieste — ZTL e aree pedonali — mappe, perimetri e accesso al portale per la richiesta dei permessi
Conclusioni
Se dovessimo indicare una sola cosa da portarsi via da questo confronto, sarebbe la data del 1º agosto 2026. Non perché Brescia sia più importante di Trieste o di Bergamo, ma perché quel giorno ha reso visibile una cosa che di solito resta implicita: il vantaggio dell’auto elettrica in città non è un diritto che viaggia con il veicolo, è una concessione che ogni Comune decide da sé e che può ritirare con un annuncio di tre giorni.
Questo non è un argomento contro l’elettrico. È un argomento contro il modo in cui viene raccontato — «entra gratis ovunque, parcheggia gratis ovunque» — che a Trieste è falso sull’accesso, a Bergamo è falso sulla sosta se non ci abiti, e a Brescia è diventato falso sulle strisce blu da tre settimane. La cosa utile da fare, prima di ogni città nuova, resta la più noiosa: aprire la pagina del Comune, leggere cosa vale oggi, e conservare la ricevuta di ciò che hai richiesto.
Domande frequenti
A Brescia il permesso per l'auto elettrica è gratuito?
Cosa è cambiato a Brescia il 1º agosto 2026?
A Bergamo serve un permesso per entrare in ZTL con un'auto elettrica?
Entro quando devo comunicare la targa a Bergamo?
A Bergamo posso parcheggiare gratis sulle strisce blu con un'auto elettrica?
A Trieste le auto elettriche entrano gratis in ZTL?
Cosa offre allora Trieste alle auto elettriche?
Perché tre città così vicine hanno regole tanto diverse?
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