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Auto elettriche a Verona e Padova 2026: whitelist per entrare, sosta a tariffa piena

Due città venete, due liste bianche. A Verona un'auto full electric, di residenti o no, si registra sul portale dei permessi ed entra gratis in ZTL, attiva a tutte le ore, ma non nell'Area Pedonale Urbana e senza alcuna agevolazione sulla sosta. A Padova l'ordinanza 437/2023 consente ai veicoli a esclusiva trazione elettrica l'accesso senza titolo ma con registrazione della targa, anche entro 48 ore dal passaggio, con sosta solo negli stalli di ricarica e obbligo di esporre la carta di circolazione. Orari di Zona A e Zona B, regole e atti letti sui siti dei due Comuni e di AMT3.

· Aggiornato il · 12 min di lettura
Copertina: «Due liste bianche, nessuno sconto sulla sosta», confronto fra le ZTL di Verona e Padova per le auto elettriche

Verona e Padova sono le due città di questa serie in cui la parola giusta è whitelist: non un permesso da comprare, non un contrassegno da esporre, ma una targa in un elenco. A Verona l’elenco è quello del portale dei permessi del Comune, aperto a ogni full electric d’Italia, e apre una ZTL attiva a tutte le ore, tranne l’area pedonale. A Padova l’elenco è la «lista bianca ZTL» dell’ordinanza del 2023, e ha una tolleranza che poche città concedono: ci si può iscrivere anche 48 ore dopo il passaggio.

Ciò che nessuna delle due concede è la sosta. A Verona «segue le regole per tutti gli altri veicoli»; a Padova, dentro la ZTL, è ammessa solo negli stalli di ricarica e con la carta di circolazione sul cruscotto. La versione precedente di questa guida parlava soprattutto di blocchi antismog; questa parla di ciò che i due Comuni hanno scritto.

Verona: una ZTL senza orari

La ZTL di Verona è gestita da AMT3, la società del Comune, che la descrive con una riga che a molte città manca: la ZTL veicoli è attiva «tutti i giorni a tutte le ore». «Tutta l’area è contraddistinta da apposita segnaletica stradale verticale e le strade di accesso alla ZTL sono presidiate da varchi elettronici», e «per l’accesso in altri orari è necessario chiedere il rilascio di un’autorizzazione di transito allo sportello permessi». Non c’è una fascia in cui il varco dorme: si entra con un titolo o con la targa in whitelist, oppure si entra e si paga. I clienti degli alberghi in ZTL passano «previa comunicazione della targa all’albergatore».

Dentro la ZTL c’è poi l’Area Pedonale Urbana, l’APU, che segue regole proprie e che — lo vedremo — la registrazione elettrica non apre.

Verona: la registrazione full electric

La pagina del Comune, aggiornata il 4 giugno 2026, si chiama «ZTL: registrazione di autovetture elettriche (full electric) per il solo transito», e il titolo contiene già la regola. I destinatari: «Titolari di autovetture ad uso trasporto persone e ad esclusiva alimentazione elettrica (“full electric”), con esclusione di autovetture ibride. Cittadini italiani e stranieri, residenti anche al di fuori della ZTL di Verona». Cosa ottengono:

«Tutti i proprietari di veicoli ad esclusiva alimentazione elettrica (full electric) hanno la possibilità di accedere alla ZTL (ad esclusione della sosta che segue invece le regole per tutti gli altri veicoli), ad eccezione dell’Area Pedonale Urbana (APU), registrando i dati personali e dell’auto.»

La registrazione si fa sul portale dei permessi della mobilità, permessi.mobilita.comune.verona.it; «all’atto della registrazione della targa nella whitelist viene inviata una comunicazione tramite posta elettronica al richiedente». Il costo è indicato come «Esente GRATUITO». E c’è una clausola di durata comoda: «Per chi ha già registrato il proprio veicolo, la validità dell’autorizzazione al transito è estesa d’ufficio annualmente, salvo eventuali modifiche al Codice della Strada o provvedimenti dell’Amministrazione in variazione delle indicazioni fornite».

Due avvertenze dalla stessa pagina. Il Comune «potranno essere effettuate verifiche sulla targa relativamente alla posizione assicurativa e alla revisione del veicolo»: un’elettrica senza revisione è fuori dalla whitelist. E il titolo dice «per il solo transito»: nessuna parola sulla sosta è casuale.

Verona: la sosta e i 36 parcheggi del 2018

Sulla sosta Verona è esplicita per sottrazione: l’accesso vale «ad esclusione della sosta che segue invece le regole per tutti gli altri veicoli». Le regole per tutti, negli stalli blu dentro la ZTL, le pubblica AMT3: 1 euro ogni 30 minuti, 2 euro l’ora. I «36 parcheggi gratuiti dedicati» annunciati nel 2018 non compaiono nella pagina del servizio del 2026, e non abbiamo trovato un atto in vigore che li mantenga: non li diamo per esistenti.

È lo stesso schema di Torino e di Pisa: la città regala il varco e vende il parcheggio.

Padova: l’ordinanza 437/2023 e la lista bianca

Padova ha riscritto tutta la disciplina della ZTL in un solo atto, l’ordinanza n. 2023/62/0437 del 23 maggio 2023 del Settore Mobilità, «sostitutivo di tutti i precedenti», in vigore dal 29 maggio 2023 e collegata al disciplinare approvato dalla Giunta con la delibera 2023/0239 del 17 maggio 2023. L’ordinanza istituisce la «ZTL Centro Storico» con «controllo elettronico tramite sistema di varchi elettronici di controllo “in ingresso” e “in uscita”», dove «la circolazione all’interno di tale area è consentita esclusivamente ai velocipedi, ciclomotori, motoveicoli a due e tre ruote, nonché ai veicoli autorizzati».

Il punto 3 è quello delle elettriche. L’ordinanza consente l’accesso «senza rilascio di apposito titolo autorizzatorio ma con obbligo di registrazione del numero di targa in un’apposita “lista bianca ZTL”, anche a posteriori entro le 48 (quarantotto) ore successive al transito, o anche successivamente solo ed esclusivamente in caso di giustificato motivo», a un elenco di categorie che comincia così: «a) veicoli ad esclusiva trazione elettrica (consentita la sosta solo negli appositi stalli di ricarica e per il tempo strettamente necessario)». Seguono mezzi di soccorso, raccolta rifiuti, bus, scuolabus, taxi e NCC, enti pubblici, veicoli per disabili, soccorso stradale, logistica, vigilanza, car sharing.

Il punto 4 chiude la porta a chi non si registra: «In caso di omessa registrazione del numero di targa i transiti vengono considerati abusivi». La registrazione si fa sul portale Istanze online del Comune, per il quale «è necessario disporre di una registrazione al servizio di autenticazione SPID (AgID) o della Carta d’Identità Elettronica (CIE)»; l’Ufficio Disciplina ZTL risponde a zonablu@comune.padova.it. Il portale riassume la regola in una frase: «Il libero accesso è consentito, dove non diversamente specificato e nel rispetto della segnaletica, solo a velocipedi, ciclomotori, motocicli, veicoli a trazione esclusivamente elettrica».

Padova: Zona A, Zona B e le 48 ore

Il punto 11 dell’ordinanza divide la ZTL in due zone «con differenti orari di vigenza»:

«ZONA “A”: giorni feriali 8:00 – 23:30; festivi: 14:00 – 23:30. ZONA “B”: giorni feriali e festivi 00:00 – 24:00. CARICO SCARICO ZONA “A” e “ZONA B”: 5:00 – 11:00, 15:00 – 17:00.»

In tutta l’area vale il limite di 30 km/h. Per un’elettrica in lista bianca gli orari non contano: entra sempre. Per un’elettrica non registrata contano eccome, e nella Zona B non esiste un momento libero.

La tolleranza delle 48 ore è ciò che rende Padova diversa. Chi entra con un’elettrica non ancora registrata ha due giorni per iscrivere la targa e trasformare un transito abusivo in un transito regolare; Torino ha qualcosa di simile con i 12 transiti a posteriori, Catania con il Modulo Avvenuto Transito. Ma la regola ha un limite scritto: «anche successivamente solo ed esclusivamente in caso di giustificato motivo». Dopo le 48 ore serve una ragione, non basta la batteria.

Padova: stalli di ricarica e carta di circolazione

Dentro la ZTL l’elettrica non ha un diritto di sosta: ha un diritto di ricarica. La lettera a) lo dice fra parentesi, «consentita la sosta solo negli appositi stalli di ricarica e per il tempo strettamente necessario», e il punto 17 aggiunge un obbligo che vale anche per metano e GPL:

«Per i veicoli con alimentazione elettrica o a metano o a GPL, fermo restando l’obbligo di registrazione del numero di targa come indicato ai punti precedenti, vige anche l’obbligo di esporre sul cruscotto, durante la sosta, in maniera visibile la carta di circolazione, anche in copia, da cui si evinca la tipologia di alimentazione del mezzo.»

È l’unica città della serie in cui il veicolo dematerializzato — nessun contrassegno, solo una targa in lista — deve comunque mostrare un pezzo di carta quando è fermo. Per gli autocarri elettrici il punto 16 concede la sosta operativa «00:00 – 24:00», contro le fasce 5-11 e 15-17 dei mezzi a gasolio e benzina; per metano e GPL la stessa apertura è scaduta il 31 dicembre 2025.

Fuori dalla ZTL, sulle strisce blu della città, non abbiamo trovato alcuna esenzione per le elettriche nell’ordinanza né nelle pagine del Comune che abbiamo potuto leggere: la sosta a pagamento resta a pagamento.

Cosa fare, città per città

A Verona. Registra la full electric sul portale dei permessi prima del primo varco, con i dati del veicolo, e conserva l’email di conferma. L’APU resta chiusa. Per la sosta, paga come tutti: 2 euro l’ora in ZTL, o cerca un parcheggio in struttura.

A Padova. Registra la targa su Istanze online con SPID o CIE; se sei già passato, hai 48 ore. Dentro la ZTL fermati solo agli stalli di ricarica, per il tempo della ricarica, con la carta di circolazione visibile sul cruscotto. Per ogni altra sosta, esci dalla ZTL e paga.

Con un’ibrida. In nessuna delle due città esiste una riga per te: a Verona sei esplicitamente esclusa, a Padova non compari nell’elenco. Entri se rientri in un’altra categoria, altrimenti resti fuori.

Per il caso opposto, Bologna, dove il contrassegno gratuito copre anche la sosta; per una città che ha appena tolto la gratuità, Roma. Le diciassette città sono a confronto nella guida agli accessi delle auto elettriche alle ZTL; per un verbale già notificato, come contestare una multa ZTL.

Fonti di questa guida

Conclusioni

Verona e Padova sono la versione più leggera dell’agevolazione elettrica: nessun costo, nessun contrassegno, una targa in un elenco. Ed è proprio per questo che sono le città in cui è più facile sbagliare, perché l’elenco non si vede. A Verona l’elenco vale un anno e si rinnova da solo, ma non tocca l’APU né la sosta. A Padova vale con 48 ore di margine, ma dentro la ZTL l’elettrica può fermarsi solo dove si ricarica, e deve dimostrarlo con un foglio sul cruscotto.

La lezione veneta è che «libero accesso» descrive il varco, non la città. Chi guida elettrico a Verona o a Padova entra dove gli altri non entrano e parcheggia dove parcheggiano tutti. Per molti è un buon affare; per chi pensava che la targa in whitelist fosse un posto auto, è la multa più facile da prendere fra tutte quelle di questa serie.

Domande frequenti

Le auto elettriche entrano gratis nella ZTL di Verona?
Sì, se sono full electric e registrate. La pagina del Comune di Verona, aggiornata il 4 giugno 2026, si rivolge ai «titolari di autovetture ad uso trasporto persone e ad esclusiva alimentazione elettrica (full electric), con esclusione di autovetture ibride», «cittadini italiani e stranieri, residenti anche al di fuori della ZTL di Verona». Con la registrazione «hanno la possibilità di accedere alla ZTL (ad esclusione della sosta che segue invece le regole per tutti gli altri veicoli), ad eccezione dell'Area Pedonale Urbana (APU)». Il servizio è indicato come «Esente GRATUITO».
Come si registra l'elettrica a Verona e quanto dura?
Sul portale dei permessi del Comune, permessi.mobilita.comune.verona.it, inserendo i dati personali e del veicolo. «All'atto della registrazione della targa nella whitelist viene inviata una comunicazione tramite posta elettronica al richiedente», e il Comune avverte che «potranno essere effettuate verifiche sulla targa relativamente alla posizione assicurativa e alla revisione del veicolo». Per chi è già registrato «la validità dell'autorizzazione al transito è estesa d'ufficio annualmente, salvo eventuali modifiche al Codice della Strada o provvedimenti dell'Amministrazione».
Quali sono gli orari della ZTL di Verona?
Tutti. AMT3, la società del Comune che gestisce ZTL e sosta, descrive la ZTL veicoli di Verona come attiva «tutti i giorni a tutte le ore», con le strade di accesso «presidiate da varchi elettronici»; «per l'accesso in altri orari è necessario chiedere il rilascio di un'autorizzazione di transito allo sportello permessi». Non esiste una fascia libera: senza whitelist o permesso il varco sanziona in qualunque momento. La sosta negli stalli blu dentro la ZTL costa 1 euro ogni 30 minuti, 2 euro l'ora.
A Verona l'elettrica parcheggia gratis?
No. La pagina del Comune lo mette fra parentesi ma lo mette: l'accesso è consentito «ad esclusione della sosta che segue invece le regole per tutti gli altri veicoli». Nel 2018 il progetto Electrify Verona aveva annunciato «36 parcheggi gratuiti dedicati in centro storico e aree limitrofe» per le auto elettriche; la pagina attuale sul servizio non ne parla, e non abbiamo trovato un atto in vigore che li confermi. Le tariffe AMT3 valgono per tutti.
Le auto elettriche entrano gratis nella ZTL di Padova?
Sì, con la targa in lista bianca. L'ordinanza n. 2023/62/0437 del 23 maggio 2023, in vigore dal 29 maggio 2023, consente l'accesso «senza rilascio di apposito titolo autorizzatorio ma con obbligo di registrazione del numero di targa in un'apposita “lista bianca ZTL”, anche a posteriori entro le 48 (quarantotto) ore successive al transito» a un elenco di categorie che si apre con «a) veicoli ad esclusiva trazione elettrica». Il portale Istanze online del Comune ripete che «il libero accesso è consentito… solo a velocipedi, ciclomotori, motocicli, veicoli a trazione esclusivamente elettrica». La registrazione si fa online con SPID o CIE; «in caso di omessa registrazione del numero di targa i transiti vengono considerati abusivi».
Quali sono gli orari della ZTL di Padova?
L'ordinanza divide la ZTL del centro storico in due zone con orari diversi: «ZONA “A”: giorni feriali 8:00 – 23:30; festivi: 14:00 – 23:30. ZONA “B”: giorni feriali e festivi 00:00 – 24:00». Il carico e scarico è consentito in entrambe dalle 5 alle 11 e dalle 15 alle 17, e in tutta la ZTL vige il limite di 30 km/h. Chi ha un'elettrica in lista bianca non deve guardare gli orari per entrare; chi non l'ha registrata sì, e nella Zona B non c'è mai un orario libero.
A Padova l'elettrica può parcheggiare in ZTL?
Solo per ricaricare. La lettera a) dell'ordinanza aggiunge fra parentesi: «consentita la sosta solo negli appositi stalli di ricarica e per il tempo strettamente necessario». E il punto 17 impone un gesto in più: «per i veicoli con alimentazione elettrica o a metano o a GPL, fermo restando l'obbligo di registrazione del numero di targa… vige anche l'obbligo di esporre sul cruscotto, durante la sosta, in maniera visibile la carta di circolazione, anche in copia, da cui si evinca la tipologia di alimentazione del mezzo». Sulle strisce blu fuori ZTL non abbiamo trovato alcuna esenzione per le elettriche.
Cosa cambia rispetto alla versione precedente di questa guida?
La versione di luglio metteva al centro l'esenzione dai blocchi antismog della Pianura Padana: non l'abbiamo verificata su nessun atto e l'abbiamo tolta. Descriveva Padova come «comunicazione via email con modulo»: oggi la registrazione passa dal portale Istanze online con SPID o CIE, e l'email zonablu@comune.padova.it è il contatto dell'ufficio. Non riportava gli orari di Zona A e Zona B né la regola sulla carta di circolazione. E parlava di Venezia, Vicenza e Treviso senza fonti: sono uscite.

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